Lo scettro? Non ce ne facciamo nulla

Il nostro commento finale al calciomercato biancoblu

Socrate diceva: ā€œRe o governanti non sono coloro che portano con sĆ© uno scettro, ma quelli che sanno comandareā€. Ebbene, gli esperti di mercato sono praticamente unanimi nell’elogiare il mercato del Como, che effettivamente ĆØ stato ricchissimo di rinforzi. E proprio al club biancoblu molti di loro danno lo scettro di squadra regina del mercato di gennaio. Tutti i vari pagelloni che abbiamo letto in queste ore ondeggiano tra il 7 e l’8, e se guardiamo ai soldi spesi forse ĆØ pure poco.

Ma dopo le indiscrezioni, dopo i tabelloni, dopo il tempo speso su Transfermarkt/Youtube a cercare di capire se Douvikas sia meglio di Belotti, dopo tutto ciò c’ĆØ la vita vera. C’ĆØ il campo. Di certo il Como si ĆØ rinforzato, ci mancherebbe altro visti gli oltre 50 milioni spesi. Se facciamo un confronto giocatore per giocatore tra chi ĆØ uscito e chi ĆØ entrato, il saldo ĆØ positivo. DopodichĆ© però c’ĆØ un fattore di cui solitamente chi fa i pagelloni del mercato non tiene conto: abbiamo rivoluzionato nuovamente lo spogliatoio, dopo averlo giĆ  fatto in prima istanza l’estate scorsa. In termini di amalgama e affiatamento abbiamo per forza di cose un deficit rispetto alle dirette concorrenti. Quanto peserĆ  questo? Poco secondo Ludi, secondo il quale a Como c’ĆØ un contesto tale da far sentire in fretta a casa i nuovi acquisti, quindi qui le rivoluzioni di spogliatoio impattano meno. AvrĆ  ragione? Ma soprattutto, l’aumento di tasso tecnico della squadra sopperirĆ  l’acerbitĆ  del gruppo? E’ probabile, alla fine avere giocatori bravi ĆØ sempre la cosa più importante. Però di certo cambiando altri dieci giocatori Fabregas si ĆØ preso un rischio.

Da segnalare anche una piccola incognita relativa ai centrali di difesa. Di ruolo abbiamo solo Dossena, Goldaniga e Kempf, col tedesco momentaneamente infortunato. Siamo una delle difese più battute del campionato e forse un innesto di peso lì in mezzo ci voleva. Vojvoda e Smolcic sono principalmente terzini. Ma una volta svanito il vero obiettivo, Rafa Marin, il Como ha preferito rimanere così.

In conclusione, diciamolo, dello scettro di regina del mercato non ce ne facciamo nulla. Bello, luccicante, ma non sarĆ  quello a portarci a una salvezza a questo punto doverosa. Ora scenderemo dal trono e dovremo dimostrare di saper comandare la corsa salvezza, se possibile giĆ  a partire da domani.

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