Un addio al calcio dal sapore agrodolce per Pepe Reina, espulso nell’ultima da giocatore contro l’Inter

L’ex portiere della nazionale spagnola chiude la carriera al Como con un cartellino rosso e guarda al futuro in panchina

Pepe Reina ha detto addio al calcio giocato in una serata dai toni agrodolci, culminata con l’espulsione nella sua ultima partita da professionista. Il portiere spagnolo, chiamato al Como da Cesc Fabregas a inizio stagione, è sceso in campo per l’ultima volta venerdì sera contro l’Inter, in una gara che ha voluto essere un riconoscimento simbolico al suo contributo all’interno del gruppo.

Dopo essere stato titolare nelle prime giornate del campionato, Reina ha lasciato spazio da gennaio all’arrivo del portiere francese Butez, accomodandosi in panchina. Nonostante il ridotto minutaggio nella seconda parte della stagione, ha rappresentato un punto di riferimento costante nello spogliatoio, contribuendo con la sua esperienza e il suo carisma alla crescita del gruppo. Proprio per questo, Fabregas lo ha premiato schierandolo titolare nell’ultima sfida stagionale, una sorta di tributo per chi, anche dietro le quinte, ha fatto la differenza.

Tuttavia, l’ultima immagine da calciatore di Reina non è stata quella sognata. Durante il match contro i nerazzurri, il portiere si è reso protagonista di un’uscita avventata fuori area che ha causato un fallo su Taremi. L’arbitro, dopo il consulto con il VAR, ha estratto il cartellino rosso, chiudendo anzitempo la serata del veterano. Un epilogo inatteso e amaro, che non cancella però una carriera straordinaria fatta di successi e leadership, tra Premier League, Liga, Serie A e nazionale spagnola.

Il futuro di Reina sembra comunque già delineato. Secondo indiscrezioni, l’ex estremo difensore sarebbe pronto a tornare in Spagna per iniziare un nuovo percorso da allenatore, probabilmente nelle giovanili del Villarreal, il club dove tutto era iniziato. Nonostante manchi ancora un annuncio ufficiale, l’ipotesi è considerata più che plausibile, e rappresenterebbe un cerchio che si chiude nel segno della continuità e della formazione.

La sua avventura al Como, breve ma significativa, si conclude così tra il rimpianto per l’espulsione e il riconoscimento di un valore umano e professionale che ha lasciato un segno profondo nel progetto di Fabregas.

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