In una lunga intervista concessa a “7”, magazine del Corriere della Sera, Antonio Conte ha ripercorso quanto fatto col Napoli, portato fino al tricolore. E ha anche riaperto la ferita della sconfitta di Como, raccontando la sua reazione:
“A questa squadra all’inizio mancava quello che io chiamo il coltello nel calzino. Serve cattiveria sportiva, si va in guerra senza scrupoli. Poi lo hanno trovato, altrimenti non avremmo vinto il campionato. Ci sono delle situazioni in cui devono percepire che sono molto arrabbiato. L’ultima in questa stagione è successa con i ragazzi dopo la sconfitta a Como. Eravamo 1-1 all’intervallo, hanno vinto loro nel secondo tempo perché hanno avuto più fame. Beh, lì sono stato durissimo. Si può perdere ma non perché gli altri hanno più cattiveria, più ambizione”.
Il 23 febbraio scorso il Como batté 2-1 il Napoli: autogol di Rrahmani in apertura, pareggio di Raspadori al 18′, gol decisivo di Diao a un quarto d’ora dalla fine (rileggi QUI la nostra diretta). Fu una partita importantissima nell’economia della nostra stagione, ci diede tanta fiducia e tre punti determinanti per consolidare la salvezza. Forse non fu la versione più dominante della squadra di Fabregas – e ci mancherebbe, visto il valore dell’avversario che costrinse anche Butez a un miracolo – ma si vide tanta fame e cattiveria. Tornato dal Sinigaglia, il Napoli non ha più perso fino ad oggi.




