Como, pari amaro col Genoa ma il “Sinigaglia” è una festa di calcio

La squadra di Fabregas si fa raggiungere al 92°, ma pubblico e atmosfera confermano l’entusiasmo attorno al progetto biancoblù

Il pareggio maturato al 92° minuto contro il Genoa lascia l’amaro in bocca al Como, che come sottolineato dai colleghi de La Provincia per gran parte della sfida aveva accarezzato l’idea del colpo pieno. Tuttavia poco dopo la squadra di Fabregas ha anche rischiato di perdere clamorosamente, segno che in certi casi il bicchiere può anche essere visto come mezzo pieno, anche se la “medicina da mandare giù” risulta piuttosto amara perché nell’arco di 95′ minuti e più di gara non è solo la tecnica che conta, ma anche la continuità a livello fisico e il miglior approccio mentale in tutte le fasi della partita. Su questi ultimi due punti in casa lariana c’è sicuramente da migliorare ancora, ma il percorso è tracciato: queste partite rappresentano un test importante per misurare le reali ambizioni stagionali dei lariani, più che proiettati almeno “spinti” a inseguire un sogno più che un obiettivo che è la qualificazione alle prossime coppe europee.

Abbiamo usato il termine spintia ragion veduta perché, del resto, con unSinigagliacosì non potrebbe essere diversamente. Uno spettacolo nello spettacolo il pubblico che ha assiepato lo stadio in riva al lago con quasi tutti i posti occupati e un tifo incessante che ha sostenuto la squadra dall’inizio alla fine. L’atmosfera è stata trascinante, capace di spingere i giocatori a dare qualcosa in più in una gara sporca, combattuta e intensa.

Non sono mancate le presenze illustri in tribuna, a testimonianza (se ancora ce ne fosse bisogno) del crescente richiamo del Como. Beppe Bergomi e Luca Marchegiani, fianco a fianco in tribuna stampa, hanno commentato con un sorriso il ritorno a vedere insieme una partita dal vivo dopo vent’anni. Una scelta che non è casuale: la squadra di Fabregas diverte e richiama appassionati da ogni angolo del calcio italiano.

Tra i vip sugli spalti anche Alessio Dionisi, ex tecnico di Empoli e Sassuolo, e il rapper Alfa, noto tifoso genoano che non ha nascosto la gioia per il gol di Ekuban al 92°.

Il “duello” sugli spalti tra le curve è stato un altro elemento da cornice. I tifosi del Como hanno ribadito la loro passione rumorosa, mentre quelli del Genoa hanno confermato la fama di una delle curve più calde d’Italia, con cori, bandieroni e un toccante omaggio al 30° minuto per i vent’anni della Curva A.

Il finale ha lasciato un’immagine simbolica: Fabregas e la squadra sotto la curva, accolti dall’applauso e dal coro “Siamo sempre con voi!”. Un segnale forte del legame che si sta consolidando tra i tifosi e una squadra che, nonostante qualche difficoltà, continua a sognare in grande.

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