Il Como guidato da Cesc Fabregas sta vivendo un inizio di campionato decisamente positivo. Dopo le prime 15 giornate di Serie A, i lariani hanno collezionato sei vittorie, sei pareggi e tre sconfitte, risultati che valgono un settimo posto provvisorio, a ridosso delle posizioni europee. Un rendimento che conferma la solidità del progetto tecnico avviato dal club.
Le parole di Fabregas al Sinigaglia
In occasione dell’allenamento a porte aperte andato in scena sabato 20 dicembre allo stadio Giuseppe Sinigaglia, l’allenatore del Como è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, affrontando diversi temi legati all’attualità della squadra e alla crescita complessiva dell’ambiente biancoblù.
L’infortunio di Diao
Fabregas si è soffermato innanzitutto sulle condizioni di Diao, attualmente fermo per infortunio. Il tecnico ha spiegato che i tempi di recupero stimati dallo staff medico parlano di circa cinque o sei settimane, lasciando intendere che il rientro in campo potrebbe avvenire verso la fine di gennaio. “Il dottore dice che normalmente ci vogliono 5-6 settimane, quindi a fine gennaio tornerà a giocare”. Un’assenza importante, ma gestita con prudenza dallo staff tecnico.
Crescita sportiva e stabilità societaria
Il tecnico spagnolo ha poi allargato il discorso alla crescita della squadra e del club, sottolineando come non conti solo il risultato immediato, ma anche il percorso che lo accompagna. Fabregas ha evidenziato che l’evoluzione del Como è stata molto rapida, favorita da un ambiente stabile e da una qualità sempre più rara nel calcio moderno: la pazienza. Il risultato conta ma anche la crescita che c’è dietro. La nostra è stata molto veloce. Qui c’è più stabilità che in altre società e c’è anche più pazienza, una parola che nel calcio oggi praticamente non esiste. Noi abbiamo queste due caratteristiche che non ti fanno prendere decisioni a caldo”. Secondo l’allenatore, queste caratteristiche permettono di evitare scelte impulsive e di lavorare con maggiore lucidità.
Il rapporto con tifosi ed emozioni ritrovate
Fabregas ha poi parlato dell’aspetto emotivo legato al ritorno in Serie A. A suo avviso, a Como si respirano sensazioni che negli anni si erano smarrite, e vivere le partite trasmettendo ai tifosi l’idea di una squadra competitiva e pronta a lottare contro chiunque rappresenta un valore aggiunto. “Qua ci sono tante emozioni che si erano perse negli anni. Ritornare in serie A e vivere le partite facendo capire al tifoso che siamo una squadra forte che vuole lottare contro tutto e tutti non è da poco. Penso che aver vinto qua contro il Napoli sia stato importante per noi quest’anno per far credere alla gente che possiamo competere con tutti”.
“Qui imparo ogni giorno”
In chiusura, Fabregas ha descritto il proprio ruolo all’interno del club con una metafora significativa. Allenare il Como, ha spiegato, è come frequentare un’università quotidianamente. Non si tratta solo di lavoro sul campo: il tecnico è coinvolto anche in altri aspetti della vita societaria, necessari per far crescere una realtà giovane e ambiziosa. “Qui ci sono tante cose da fare, non faccio solo l’allenatore ma anche altre cose dentro della società che si devono gestire e che dobbiamo fare perchè siamo una squadra molto giovane”. Un impegno a 360 gradi che riflette la complessità e l’entusiasmo del progetto lariano.

