La storica sede della Canottieri Lario, proprietà comunale affacciata sul Lago a due passi dal Sinigaglia, inserita da Palazzo Cernezzi tra gli edifici con possibilità di partenariato pubblico-privato. In città se ne sta parlando. Gli oppositori del sindaco Rapinese cavalcano la polemica, qualcuno agita lo spettro di un Como 1907 pronto a “sbranare” tutta la zona attorno allo stadio. Tra l’incudine e il martello c’è appunto la Canottieri, il cui presidente – Claudio Salvagni – ha parlato a La Provincia. Facendo riferimenti ben precisi al club calcistico.
Ecco le sue dichiarazioni
«Si vocifera da tempo di un interesse del Calcio Como sulla Canottieri, ma sottolineo con forza che la storia e il blasone della Lario, che rappresento, non sono in alcun modo acquistabili. I soci rimangono gli unici depositari di questa ultracentenaria tradizione e custodi di una sede da sempre tenuta come un gioiello. Finché sarò io presidente non accadrà che il Calcio Como o qualcun altro possa in qualche modo impossessarsi della Canottieri, lo escludo in ogni modo. La Canottieri è certamente disponibile a collaborare per eventi sportivi o per attività sul territorio, ma l’anima resta e resterà quella attuale. Parliamo della società più blasonata del territorio e la più antica con i suoi 135 anni di storia e non siamo disposti a diventare succursali di nessuno, del Como o di altri. E sono certo che il consiglio della Canottieri, che dovrebbe comunque essere chiamato ad esprimersi, non possa che sposare quello che ho detto».
Parole preventive, visto che Suwarso non ha mai esternato mire verso l’edificio di viale Puecher.
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.




