Nicolas Da Cunha racconta Lucas: «Da bambino diceva sempre: diventerò un grande calciatore»

Il cugino del centrocampista del Como ripercorre sulle pagine de La Provincia il percorso del capitano lariano, dai pomeriggi trascorsi a giocare nel parco fino all’esordio con la Francia e alla Champions League: «È un combattente che non si è arreso»

Da Cunha

Dai pranzi domenicali in famiglia alle notti di Champions League, passando per l’emozione dell’esordio con la Francia. Nicolas Da Cunha, cugino del capitano del Como Lucas Da Cunha, ha ripercorso sulle pagine de La Provincia le tappe più significative della vita del centrocampista, raccontando un legame che affonda le radici nell’infanzia.

«Durante il pranzo della domenica c’era un bambino tra di noi che non vedeva l’ora di alzarsi da tavola per andare fuori a giocare a pallone. Quel bambino era Lucas Da Cunha. Quei momenti sono il primo ricordo che mi lega a lui. Eravamo piccoli, non vedevamo l’ora di poter andare in giardino».

Una passione che non si esauriva nelle riunioni familiari, ma proseguiva per interi pomeriggi all’aperto: «Passavamo interi pomeriggi a giocare nel parco del paese. Ore e ore, fino a quando i nostri genitori non ci richiamavano per la cena. E fatemi dire una cosa, Lucas aveva già qualcosa di speciale».

Il debutto con la Francia e l’emozione della famiglia

Anni dopo quei pomeriggi trascorsi a rincorrere un pallone, Lucas ha realizzato uno dei sogni più grandi per un calciatore: indossare la maglia della Nazionale francese. Il suo esordio contro il Belgio ha rappresentato un momento indimenticabile per lui e per tutti i familiari che lo hanno accompagnato nel percorso di crescita.

Anche Zinedine Zidane ha espresso la propria soddisfazione per la prestazione del centrocampista: «Sono molto contento. Non è facile, era la sua prima presenza. Alla fine ha giocato come fa abitualmente e come gli avevo chiesto di fare. E lo ha fatto davvero molto bene». Per Nicolas, la gioia è ancora più profonda: «Vedere un tuo familiare raggiungere un traguardo così importante è una gioia indescrivibile».

La passione per il calcio e i primi sogni

Il racconto torna quindi agli anni della giovinezza, quando Lucas e Nicolas condividevano interessi e passioni. «Avevamo interessi molto simili: da una parte la moda, dall’altra il calcio», ricorda il cugino. Tra le squadre del cuore c’era soprattutto il Saint-Étienne, mentre i primi idoli erano attaccanti come Bafétimbi Gomis e Cristiano Ronaldo, le cui magliette non mancavano nel guardaroba del giovane Lucas. E poi le interminabili sfide a FIFA e agli altri videogiochi dedicati allo sport.

Ma dietro il sogno di diventare professionista si nascondeva un percorso tutt’altro che semplice, fatto di provini non superati, delusioni e porte chiuse. Esperienze che, secondo Nicolas, hanno contribuito a forgiare il carattere del capitano lariano. «A differenza di quanto si possa pensare, ritengo che le delusioni che ha vissuto gli siano servite. Si è nutrito di quei fallimenti per crescere. Delle motivazioni per continuare a inseguire il suo sogno. Fondamentali sono stati anche il supporto di suo padre e del suo entourage». Un sogno che Lucas aveva già ben chiaro da bambino: «E lui in qualche modo l’ha sempre saputo. In quelle ore passate insieme al parco me lo diceva sempre: “Diventerò un grande calciatore”».

Como, la svolta e il rapporto con Fàbregas

Il trasferimento al Como ha rappresentato un passaggio decisivo nella carriera del centrocampista francese. Una scelta che gli ha permesso di trovare continuità, crescere e diventare un punto di riferimento della squadra, fino a indossare la fascia da capitano e conquistare la Champions League.

Nicolas riconosce anche il contributo determinante di Césc Fàbregas: «Il suo passaggio al Como è stato fondamentale. Oggi è orgoglioso del ruolo che ha all’interno del club e dello spogliatoio. E un grazie va anche a Fàbregas: ha saputo sfruttare tutto il suo potenziale». Il Como, ormai, è diventato molto più di una semplice squadra: «Un sogno che ha realizzato. Ma conoscendo la sua mentalità e la sua perseveranza, non si accontenterà. Vorrà vincere dei trofei con il Como. E per lui, ormai, è diventata una seconda casa».

«È un combattente che non si è arreso»

Il racconto si chiude con l’orgoglio di chi ha visto quel bambino trasformarsi in un calciatore internazionale, senza perdere il legame con la propria famiglia e con le proprie origini.

«Merita di vestire la maglia della Francia. È una persona speciale. Un combattente che non si è arreso. Non sono una persona che mostra molto i suoi sentimenti. Vedendolo in Nazionale, però, la lacrima mi è scesa». Dai pomeriggi al parco alla maglia dei Bleus, passando per la fascia di capitano del Como e la Champions League, Lucas Da Cunha ha mantenuto la promessa fatta tanti anni fa. E, come sottolinea il cugino Nicolas, lo ha fatto senza mai «dimenticare le sue origini».

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Per il difensore del Como un esordio non felice con la Repubblica Democratica del Congo...
kean
Non solo Moise, anche il fratello Giovanni Kean giocherà per il Como, ma lo farà...
Caqueret
Il n°8 del Como si racconta: "Como città pazzesca, ho fatto bene a venire qui:...

Altre notizie