Mirwan Suwarso è intervenuto nel programma tv Football Uncensored, condotto dal celebre giornalista inglese Piers Morgan e da Simon Jordan, ex proprietario del Crystal Palace. Queste le principali dichiarazioni del presidente del Como.
L’origine del progetto e il suo sviluppo
“Molto è successo per fortuna. Dirigevo un’emittente televisiva e volevo creare un progetto tv. Wise stava dirigendo il nostro progetto Garuda, era l’allenatore di quella squadra Under 17 di giocatori indonesiani. Gli ascolti di quella squadra erano molto vicini a quelli della Premier, così abbiamo pensato di acquistare un club italiano per ridurre i costi e metterci i nostri giocatori indonesiani. In qualche modo la squadra è stata promossa ed è stato necessario scartare quel piano. Questo è un business, dobbiamo recuperare i soldi spesi dalla proprietà, abbiamo speso per giocatori giovani che possono essere rivenduti in ogni momento. Credo che il calcio sia l’unico business al mondo in cui gli investimenti che fai nelle serie minori non significano nulla se sali di categoria. Dovrai investire di più. Inizialmente eravamo una start-up di tre anni e nei nostri piani ipotizzavamo di iniziare a monetizzare la scorsa stagione o questa. Poi siamo andati in Champions. Ne avevamo bisogno. Vogliamo essere competitivi, non solo transitarci. E se i nostri giocatori-chiave fanno bene in Champions, probabilmente li venderemo a un prezzo più alto. Il nostro successo diventa le fondamenta del nostro business. Siamo come un laboratorio: tutto ciò che funziona può essere applicato altrove. Oggi abbiamo 27 club che lavorano con noi”.
Le regole UEFA
“Non le rispettiamo su due fronti. Il primo è che puoi perdere se non erro massimo 60 milioni in tre anni. Ma quel periodo non può essere un riflesso fedele di tutto, perché tre anni fa eravamo in Serie B, me l’ha detto anche la UEFA. Il secondo è il rapporto sul costo del lavoro: questo lo violiamo. Dobbiamo fare un piano per raggiungere quegli standard e presentarlo. Anche se la proprietà è la più ricca del calcio italiano vogliamo rispettare le regole. Credo che la prima telefonata che ho fatto dopo la qualificazione in Champions sia stata all’UEFA. Siamo ospiti a Como e in Italia. Vogliamo essere certi di rimanere il club della gente, per questo chi ci segue dal 2019 ha il costo del biglietto invariato”.
Le violazioni del Manchester City
“Se è vero e provato, penso che quello che hanno fatto è la cosa peggiore che si possa fare. Dovrebbe essere uno sport di fair play. A che serve provare a farsi strada barando per diventare il migliore? Vinci un campionato e anziché usare quello slancio per correggere qualsiasi cosa tu abbia fatto di sbagliato, provi a vincerne un altro. Noi non vogliamo essere come loro. Abbiamo in ordine i nostri libri contabili e non siamo troppo preoccupati”.
Fabregas
“Ci ha aiutato a costruire il club, ha creato le fondamenta calcistiche, mi piace dire che è il nostro Johan Cruijff. Non ha bisogno di una clausola per andare dove vuole. In un business come questo, lui è un amico. Può andare dove vuole quando vuole. Se domani mi chiamasse e mi dicesse ‘voglio andare al Leverkusen’, gli direi di andare, non ho bisogno di nessun compenso. Ma il Como stesso potrebbe essere la prossima fase della sua carriera. Non respingo l’idea che rimanga”.
Sei diventato un uomo di calcio?
“Mi piace giocare ai videogiochi FIFA… Mi è sempre piaciuto guardarlo. Ci sono livelli di conoscenza del calcio. Cesc lo conosce molto bene e quando spiega realizzo che quello che lui capisce non è neanche vicino a quello che capisco io”.
La più grande ambizione è vincere la Serie A?
“”E’ essere sostenibili. Perché se non lo sei, qualsiasi ambizione sportiva può intrappolarti. Io ho molto chiaro quanto posso spendere, dai proprietari. E vogliamo recuperare quei soldi”.
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