Poi magari oggi Nico Paz si monterà la testa, inizierà a ubriacarsi tutte le sere e la sua carriera andrà in calando. Ma l’ultima partita in nazionale di Lionel Messi ha seguito esattamente la narrazione di Paz erede della Pulce. Neanche volendola scrivere su un copione sarebbe stato possibile essere così precisi.
Copertina rubata, per un attimo
Gli occhi degli argentini sono stati fissi su Messi per tutti i 90 minuti dell’amichevole contro il Benin. Tutti, meno 30 secondi. “Rubati” da Paz: entrato da nemmeno due minuti, il numero 10 del Como ha ricevuto palla al 61′ dallo stesso Messi a una ventina di metri dalla porta e l’ha spedita all’angolo lontano con una precisione millimetrica! Nella serata della Pulce, la prodezza l’ha fatta Nico. E allora come può il successivo abbraccio tra i due non profumare di passaggio di consegne? Non può, appunto.
Prima e dopo
Partita sbloccata a inizio secondo tempo: corner preciso di Messi e zampata di Otamendi. Il 2-0 ve l’abbiamo raccontato. Come dite? Manca qualcosa? Ma certo, il gol dell’otto volte Pallone d’oro. Che non arriva su azione (insolitamente impreciso sotto porta, sarà stata l’emozione) ma su rigore, al 71′. Guarda caso DIECI minuti dopo il gioiello di Paz. E poi saluti, lacrime, fuochi d’artificio e l’euforia dei giocatori del Benin, che si sono ritrovati in mezzo alla serata magica del calciatore più forte della nostra epoca.
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