Osian Roberts, Head of Development del Como, ha parlato al Corriere della Sera per illustrare gli obiettivi e il modo di lavorare dei lariani, che stanno crescendo molto anche dal punto di vista giovanile.
Il Como cresce nel settore giovanile
“Noi dobbiamo innanzitutto pensare al Como. Se attraverso il nostro lavoro riusciamo anche a dare un contributo alla crescita del calcio italiano, tanto meglio. Vogliamo proporre un calcio creativo e propositivo, senza mettere il risultato davanti a tutto. Non credo abbia senso che un allenatore dell’Under 15 rischi il posto semplicemente per una sconfitta: noi valutiamo soprattutto la prestazione. Fàbregas non chiede mai ai ragazzi soltanto il risultato, ma segue con grande attenzione le loro partite”.
Roberts e la creazione di un nucleo italiano
“La nostra sfida è riuscire a costruire un nucleo di calciatori italiani che possa, un giorno, arrivare a giocare in prima squadra. Per farlo dobbiamo anche responsabilizzare i ragazzi e insegnare loro a pensare autonomamente in campo”.
Lavorare molto sulla testa dei giocatori
“Penso, ad esempio, all’ultima partita dell’Under 17. La squadra era andata in svantaggio, poi aveva rimontato e nella ripresa aveva trovato altri gol. Uno dei nostri attaccanti più forti, però, non riusciva a trovare gli spazi giusti per ricevere il pallone. Durante l’intervallo l’allenatore non gli ha spiegato direttamente cosa fare, ma gli ha chiesto come avrebbe potuto risolvere il problema. Il ragazzo ha dovuto ragionare e trovare autonomamente una soluzione, iniziando ad accentrarsi maggiormente. È proprio attraverso situazioni come questa che si forma un calciatore pensante. È l’approccio che vogliamo avere.
In fondo, in prima squadra abbiamo un allenatore che a soli 16 anni lasciava l’Academy del Barcellona per andare a debuttare in Premier League. Anche questo fa parte della cultura che vogliamo costruire”.

