Fabregas: “Lungo stop per Rodriguez. Ogni ostacolo è un’opportunità”

Il tecnico ha presentato la partita contro lo United: "Loro in crisi? Lo inventate voi. Sulla partita di Rotterdam ho cambiato idea"

Fabregas

Cesc Fabregas è intervenuto nella sala stampa del Sinigaglia per presentare Como-Manchester United. Con lui Nico Paz.

Una partita speciale, ma un avversario in crisi

“Giornata storica ancora una volta per tifosi e società, un momento molto speciale. Sembra di essere in un altro mondo rispetto a quando siamo arrivati. Dobbiamo adattarci bene consapevoli dell’importanza giocando sempre con ambizione. Grandissima squadra, non è necessario dirlo del Manchester United. Io non parlo ai ragazzi della storia dell’altra squadra, parlo di cosa fa l’altra squadra e di come fargli male. Non trasmetto paura ai giocatori, fiducia. Però tanto rispetto per loro, conosco bene il club e alcuni dello staff. Sono tornati dove devono stare, in Champions. Godiamocela, lottiamo bene e proviamo a vincere. La crisi nel calcio non esiste secondo me, non ne ho mai vissuta una: ogni tre giorni c’è una partita. Siamo 11 contro 11 che proviamo a vincere. La crisi la inventate voi, noi siamo professionisti e vogliamo competere. L’anno scorso è passato, ogni stagione è diversa e tutto cambia. Domani abbiamo 15 giocatori…” 

Infortuni

“Lungo stop per Jesus Rodriguez, ha fatto un tiro in allenamento e si è fatto male: sembra grave, non un infortunio lieve. Chalobah minimo due settimane, quindi 4/5 partite fuori. Moise proviamo per sabato. Diao più dopo la sosta, per l’Inter non si sa”. 

Ti piacerebbe allenare un giorno il Manchester United?

“Non rispondo. Domanda brutta, senza rispetto per un grandissimo ex giocatore e allenatore come Michael Carrick”. 

Suwarso

“E’ mio amico, ormai è parte della mia famiglia. Quando vedi che tutti – tifosi, staff, dirigenza – investono nel progetto e seguono la crescita del club, è la gioia più grande. Anche quando perdiamo vedo i tifosi supportarci e credo sia molto speciale. Dobbiamo ricordare sempre chi siamo e da dove arriviamo”. 

La cosa più complicata da preparare in Champions

“Tutte le avversarie sono dominanti, normalmente vincono quasi tutte le loro partite, vogliono la palla, ti vengono a pressare. Ma si vede chiaramente cosa vogliono fare. Analizzare le squadre in Italia è una sfida incredibile, tanto uomo su uomo. Non è né una cosa bella né brutta”. 

Nico Paz

“Ha un potenziale enorme, mi piace la sua ambizione e la sua personalità. Ci sono grandi talenti che non esprimono il potenziale. Nico è diverso su questo, ha mentalità di giocatore di anni fa, che non si accontenta mai. E’ un lottatore. Sa cosa deve migliorare secondo me, ci sta lavorando. E’ solo la sua terza stagione da professionista”. 

La partita di Rotterdam

“Ho cambiato idea, abbiamo fatto tante cose bene con la palla. Senza palla loro hanno avuto 4/5 occasioni, anche noi. Partita da pareggio, però la sensazione – e questo dobbiamo impararlo – cambia quando giochi fuori casa. Puoi sentirti peggio di quel che realmente sta succedendo”. 

Chi gioca in porta?

“Douvikas gioca. Il portiere non te lo dico. Jean è importantissimo. Continuerà a giocare tanto, ora c’è una competizione con Robert che fa alzare il livello a tutti”. 

Trequarti senza ali pure

“L’idea, i principi di gioco sono sempre quelli. Poi ci sono le caratteristiche dei giocatori. Si fanno cose diverse, si cambia il piano gara però l’idea è sempre quella. In B si fa male Cutrone, metto Verdi e mi andava bene anche giocare con cinque centrocampisti. L’anno scorso Diao fuori sei mesi, dentro Vojvoda: non si sa come. Non dobbiamo avere paura, ogni ostacolo è un’opportunità”.

Wenger e i giovani

“Di Wenger ce n’è solo uno. Le famiglie dei nostri ragazzi ci danno in mano il loro bebè. Voglio formare campioni, non comprarli. E servono ragazzi che vogliono diventarlo. Mi piace parlare con le loro famiglie, conoscerle”. 

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