Dall’intervista rilasciata da Mirwan Suwarso ai microfoni di Hanif Thamrin arrivano altri spunti interessanti, oltre a quelli già pubblicati. Eccoli.
PERRONE-RONGIER
“Se Cesc mi dice che può portare un giocatore a un determinato livello e i dati mi dicono il contrario, io mi fido di Cesc. Devo solo capire se ha senso o no, anche per i costi. Per esempio: Perrone. Quando l’abbiamo comprato dal City per 12 milioni (quindi l’estate successiva al suo arrivo in prestito, ndr), per me il valore era 6 milioni. E dovevamo scegliere tra lui e Rongier del Marsiglia. Avrei sicuramente scelto Rongier: prezzo molto più basso, più esperienza, più tutto. Cesc ha detto: ‘Rongier ha esperienza, ha forza, ma Perrone vede le cose più velocemente di chiunque altro’. Questo nei dati non si vede. Quindi ho detto ok. E oggi Perrone vale probabilmente 40 milioni”.
VALLE QUASI VENDUTO
“Se ci fossimo liberati di tanti giocatori per fare profitti l’anno della qualificazione in Champions, difficilmente tutti i nuovi si sarebbero integrati velocemente. Avevo venduto Valle, c’era un club che ce l’avrebbe pagato il quadruplo di quanto avevamo speso per prenderlo. Ma a Kaiki serviva tempo per adattarsi. Quindi l’abbiamo tenuto almeno per un’altra stagione”.
SMOLCIC SI O SMOLCIC NO?
“Le diverse parti del club possono avere opinioni diverse su una questione e discuterne. Io faccio da moderatore. Smolcic per esempio. Quando dovevamo prendere un terzino destro, la squadra di football strategy l’ha promosso; lo staff tecnico ha invece fatto notare che non aveva esperienza in Serie A, che giocava nel campionato croato e sarebbe stato rischioso perché Van der Brempt aveva dei problemi fisici. Io ho detto: ‘Ok, però ci sono delle caratteristiche che vi piacciono. E se comprassimo anche un altro terzino destro? Allora andrebbe bene?’ Loro hanno detto di sì. Avevo un budget di tre milioni e siamo riusciti a prendere sia Vojvoda che Smolcic. E sia loro due sia Van der Brempt hanno fatto bene”.


