Diego Abatantuono, volto storico del tifo rossonero, ha spiazzato tutti con dichiarazioni che segnano una netta presa di distanza dal Milan. Intervenuto ai microfoni di Rai Radio 2, l’attore ha confessato di non sentirsi legato ai colori milanisti in questa stagione, arrivando a dichiararsi simpatizzante del Como. “L’esordio del Milan non mi è piaciuto, per quest’anno prendo una pausa di riflessione e sono del Como. Mia madre era comasca e ne approfitto, cavalco la sua comaschità”, ha detto con tono ironico, ma non privo di amarezza.
Il celebre “Ras della Fossa” ha motivato la sua scelta con un disincanto sempre più marcato verso il calcio moderno. “Non ho simpatia per questa dirigenza. A dire la verità tutto il calcio mi fa poca simpatia. Ci sono tanti sport che hanno regole e dignità, il calcio mantiene tutte le prerogative negative”, ha spiegato, rivelando una visione critica che va oltre i risultati sportivi.
Non è la prima volta che Abatantuono esprime vicinanza agli azzurri: in passato aveva parlato di simpatia per il Como, ma in toni più leggeri. Questa volta, invece, le sue parole sembrano avere un peso diverso, forse anche come reazione a un inizio di campionato rossonero non brillante. Il fascino esercitato dal progetto del Como, guidato da Cesc Fàbregas, potrebbe aver contribuito a questo inatteso cambio di rotta.
Il legame di Abatantuono con la città lariana è forte e affonda le radici nella sua vita privata. La madre era comasca, così come la sua collaboratrice storica Laura Sonvico. E non mancano anche i riferimenti professionali: il 25 settembre arriverà nelle sale “Esprimi un desiderio”, film diretto da Volfango De Biasi, in cui recita accanto al comico comasco Max Angioni. Un intreccio di coincidenze che rendono ancora più naturale la sua scelta di “abbracciare” i colori del Como, almeno per quest’anno.
Ma il discorso di Abatantuono in radio non si è fermato al calcio. L’attore ha allargato la riflessione al contesto sociale, usando toni forti e carichi di pessimismo. “Mi indigna tutto ciò che ascolto, l’atteggiamento di tutti, non solo chi fa il danno ma anche quelli che davanti al danno non dicono nulla. È come essere su un tram dove alcuni molestano e gli altri stanno a guardare. Questo mi mette un’ansia immensa, non vedo una spirale di ritorno”, ha dichiarato, lasciando emergere rabbia e sfiducia nei confronti del presente.
In bilico tra ironia e disincanto, Abatantuono ha quindi scelto di prendere le distanze dal suo Milan per sposare – almeno simbolicamente – i colori del Como. Un gesto che ha il sapore della provocazione, ma che racconta anche il rapporto complesso e passionale dell’attore con il mondo del calcio e, più in generale, con la società contemporanea.



Solo Como 1907, il resto è noia