Cori da stadio, musica dal vivo e una passione che travolge. Ad Albate, nel giardino di Cascina Massee, si è vissuto il culmine della tradizionale festa estiva della Curva Como, un appuntamento che, quest’anno più che mai, ha assunto un significato profondo e simbolico per tutta la tifoseria.
Dopo il trasferimento da Maslianico ad Albate, la manifestazione ha assunto una dimensione ancora più cittadina, più visibile e coinvolgente per chi quotidianamente attraversa via Canturina. Una scelta non solo logistica, ma anche simbolica: il Como è tornato a essere protagonista non solo in campo, ma anche nella vita della città.
La giornata clou, come riportano i colleghi de La Provincia, si è svolta sabato, con eventi che sono partiti già dal mattino e si sono protratti fino alla mezzanotte. Il momento più coinvolgente, come da tradizione, è stato quello musicale: una band ha infiammato il pubblico con brani che richiamano i cori da curva, trasformando la festa in una bolgia da stadio. L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, carica di energia e nostalgia, scandita da un entusiasmo che non si spegne mai, nemmeno fuori stagione.
Ma quest’anno la festa è stata diversa, carica di una consapevolezza nuova: il Como sta vivendo il momento più alto della sua storia recente. Le cronache nazionali raccontano di una società ambiziosa, di un mercato faraonico e di un sogno europeo che non è più solo una fantasia. Questa nuova identità si è riflessa anche tra i gazebo e gli striscioni esposti alla festa: si percepiva un’euforia trattenuta, una gioia mista a incredulità. Come se la città stessa stesse ancora realizzando la portata del cambiamento.
“Datemi un pizzicotto, non mi sembra vero”, si è sentito dire tra i tifosi. Del resto, non sono passati molti anni da quando gli stessi appassionati frequentavano i campi della Serie D, portando gli stessi colori con la stessa fede. La trasformazione è stata rapida e radicale, eppure, nella cornice popolare e autentica della festa, la passione è rimasta la stessa.
Tra gli elementi che hanno dato colore e identità all’evento, gli striscioni con scritte come “Figli del Sinigaglia” o “Cun’t la sciarpa del Comm”, simboli di un’appartenenza che va oltre la categoria. Grande successo anche per le bancarelle di merchandising, dove si sono formate lunghe code per acquistare sciarpe, magliette e ricordi della curva.
La festa si conclude oggi con un momento speciale: la presentazione del libro “Passione infinita”, che celebra i 50 anni della Curva Como, raccontandone storie, battaglie, trasferte e momenti memorabili. Un tributo a chi, con dedizione e orgoglio, ha sempre rappresentato il dodicesimo uomo in campo.
Senza questa gente, Como non sarebbe lo stesso club, e probabilmente non vivrebbe con la stessa intensità un momento storico come questo. La festa ad Albate è stata più di un semplice ritrovo: è stata la celebrazione di un’identità, di un legame indissolubile tra squadra e tifosi, tra calcio e territorio.





Numeri uno i LARIANI