Calcagno: “Il problema non è Milan-Como a Perth, ma calendari che mettono a rischio la salute dei giocatori”

Il presidente dell'Assocalciatori denuncia l'eccessivo numero di partite e l'effetto sulle performance e la salute degli atleti, con preoccupazioni anche sul futuro economico del campionato.

Umberto Calcagno, presidente dell’Assocalciatori, è intervenuto a Radio Anch’io Sport, affrontando il tema dei calendari troppo fitti e dei rischi per la salute dei calciatori.

Secondo Calcagno, il vero problema non è tanto la partita tra Milan e Como a Perth, ma l’eccessivo numero di partite che i top player sono costretti a disputare in una stagione. “Non è tanto il numero di partite, ma la loro vicinanza, i famosi ‘back to back’. Dopo quattro o cinque partite consecutive senza il giusto recupero, gli infortuni aumentano e questo danneggia non solo la salute dei giocatori, ma anche lo spettacolo che offriamo“, ha spiegato Calcagno.

Gli effetti sugli atleti e sullo spettacolo

Calcagno ha sottolineato come i dati e le ricerche effettuate dall’Assocalciatori in collaborazione con FIFPRO evidenziano il rischio crescente di infortuni legati ai calendari congestionati.

“Gli infortuni non solo compromettono la salute dei calciatori, ma influenzano anche la qualità del nostro campionato. Se i giocatori non sono nelle migliori condizioni fisiche, lo spettacolo ne risente, e questo è un problema che va al di là delle singole partite“, ha aggiunto il presidente dell’Assocalciatori.

Il futuro del campionato e le supercoppe all’estero

Calcagno ha anche parlato del futuro del calcio italiano in relazione alle competizioni internazionali, che stanno crescendo di numero. “Il nostro campionato, pur con problemi legati alla sostenibilità, sta vivendo un buon momento con gli stadi sempre più pieni. Questo è il segnale positivo da cui dobbiamo partire. Ma non dimentichiamo che le supercoppe all’estero esistono da oltre vent’anni, non sono una novità”, ha detto.

Inoltre, ha messo in evidenza l’aumento delle competizioni internazionali, come il Mondiale per club e il prossimo Mondiale allargato, che potrebbero influire negativamente sul nostro campionato. “Ci preoccupa la salute dei giocatori, ma anche il futuro del campionato italiano, soprattutto considerando che molti club dipendono dai diritti TV interni“, ha proseguito.

La questione dei diritti TV e il rischio di disparità economiche

Il presidente dell’Assocalciatori ha anche affrontato il tema della distribuzione dei diritti TV, sollevando preoccupazioni per il futuro economico del campionato. “I giocatori sono molto preoccupati riguardo a cosa accadrà ai diritti TV della Serie A nei prossimi anni. Abbiamo già visto cosa è successo in Francia e Belgio, e temiamo che il nostro campionato possa subire un danno simile. Se tutte le risorse vanno alle competizioni internazionali, dobbiamo chiederci cosa succederà al nostro campionato”, ha spiegato Calcagno.

Preoccupazione per la concentrazione delle risorse nelle grandi squadre

Infine, Calcagno ha espresso timori per la possibile concentrazione delle risorse economiche in poche squadre, con il rischio di creare una disparità enorme tra le grandi e le piccole.

Se tutte le risorse vanno concentrate nelle mani di 2-3 squadre, cosa ne sarà del resto del campionato? Si rischia di avere un calcio che premia solo alcune realtà, mentre il resto sarà tagliato fuori“, ha concluso. “Non crediamo che questo tipo di calcio sia il migliore. Siamo preoccupati per la salute dei nostri giocatori e, ancor di più, per la distribuzione iniqua delle risorse“.

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