Il successo del Como sul campo della Lazio, un netto 0-3 maturato con autorità, non rappresenta soltanto un risultato di prestigio, ma certifica una tendenza ormai consolidata. Come approfondiscono oggi i colleghi de La Provincia la formazione guidata da Cesc Fabregas ha infatti centrato la terza vittoria consecutiva in trasferta con lo stesso identico punteggio, un dato che da solo racconta molto della crescita del gruppo e della sua capacità di adattarsi a contesti complessi.
NON UN EVENTO ISOLATO
Guardando ai numeri, emerge come questo filotto esterno non sia un evento isolato. Già nella passata primavera il Como aveva dimostrato di saper costruire risultati lontano da casa, superando Monza, Lecce e Parma in una sequenza di gare che, per modalità e concretezza, richiama da vicino quanto visto nelle ultime settimane. La sensazione è che la squadra abbia interiorizzato un’identità precisa, capace di esprimersi con continuità indipendentemente dallo stadio.
Fabregas aveva indicato come obiettivo quello di annullare le differenze tra rendimento interno ed esterno. Un traguardo che, alla luce dei fatti, sembra già ampiamente raggiunto. Anzi, osservando l’andamento recente, il Como appare addirittura più efficace in trasferta che davanti al proprio pubblico. Un paradosso solo apparente, spiegato dalla maturità tattica e dalla capacità di colpire con lucidità nei momenti chiave delle partite.
RECORD EGUAGLIATO, GOL SUPERATI
Dal punto di vista statistico, il confronto con la scorsa stagione è significativo. Le vittorie esterne sono già cinque, lo stesso numero totalizzato complessivamente nell’intero campionato precedente quando, a questo punto dell’annata, il cammino era ancora lontano da certi standard. Un’accelerazione evidente, che testimonia un’evoluzione profonda del progetto tecnico.
Anche la produzione offensiva rafforza questa lettura. Il Como ha segnato più gol in trasferta che in casa, con diciassette reti realizzate lontano dal Sinigaglia contro le quattordici messe a segno nelle gare interne. Un dato che assume ancora più valore considerando le difficoltà numeriche nel reparto avanzato, privato di diverse alternative nel corso della stagione.
Nonostante le assenze, la squadra ha continuato a trovare soluzioni diverse. Il contributo offensivo non è mai stato limitato a un solo interprete, ma distribuito tra più giocatori, segnale di un sistema che valorizza collettivamente le qualità individuali. Le potenzialità di Morata, i guizzi di Addai e il peso specifico di elementi capaci di inserirsi da dietro hanno compensato le mancanze, mantenendo alto il livello di pericolosità.
NICO & MARTIN
È inevitabile soffermarsi su Paz e Baturina, protagonisti di una crescita evidente. Il loro impatto è rilevante, ma non esclusivo. Le reti arrivate nelle varie trasferte raccontano un Como capace di colpire con difensori, centrocampisti e attaccanti, sfruttando assist provenienti da più zone del campo e costruzioni di gioco sempre diverse. Un aspetto che rende la squadra meno prevedibile e più difficile da contenere.
Nel frattempo, anche tra le mura amiche, non sono mancati segnali positivi. I gol decisivi realizzati contro avversari di alto profilo hanno dimostrato come il Como sappia incidere anche in contesti differenti, pur con una resa complessiva che, numeri alla mano, resta più brillante lontano da casa.
La copertina, però, è inevitabilmente dedicata ancora a Paz. La prima doppietta in Italia lo ha portato a quota otto reti stagionali: come noi di CalcioComo abbiamo scritto ieri la sua è già una stagione da record che può solo migliorare.

