Como, domenica inizia la stagione che può cambiare tutto

Con un mercato da top club e un progetto tecnico solido, il Como si prepara a riscrivere la sua storia in Serie A

La stagione 2024-25 ha segnato un ritorno storico per il Como in Serie A dopo oltre due decenni di assenza, ma quella che sta per iniziare potrebbe segnare un punto di svolta definitivo. Il club lariano, forte di un progetto ambizioso e di una campagna acquisti da grande squadra, si appresta ad affrontare un’annata che potrebbe proiettarlo in una nuova dimensione del calcio italiano.

La Coppa Italia ha già fornito segnali incoraggianti. Il 3-1 con cui il Como ha superato il primo turno è stato uno dei risultati più convincenti della competizione, e ha confermato quanto la squadra abbia già assimilato il marchio di gioco imposto da Césc Fàbregas, nonostante il tecnico si sia lamentato a fine gara per l’atteggiamento dei suoi nella gara con il Sudtirol. Solo il Genoa è riuscito a segnare tre reti, in un turno che ha visto le formazioni di Serie A impegnate contro avversarie di categorie inferiori. Insomma, aldilà di qualche dettaglio che ha fatto storcere il naso al mister, il Como ha dato l’impressione tra precampionato e prima uscita ufficiale di essere altamente competitivo.

Ma è sul fronte del calciomercato che il Como ha davvero stupito. Come riportano i colleghi de La Provincia nel loro approfondimento odierno con una spesa complessiva che ha toccato i 104 milioni di euro, i lariani si collocano al quarto posto assoluto tra i club di Serie A, superati solo da Juventus, Milan e Napoli come spese effettuate. Un dato ancora più significativo se si considera che il distacco tra queste quattro squadre è minimo e che con il riscatto di Álvaro Morata, previsto a fine stagione per circa 12 milioni, il Como potrebbe addirittura superare Milan e Napoli, avvicinandosi alla Juventus, ferma a quota 119 milioni.

Il potenziale economico della proprietà Hartono – tra le più solide dell’intero panorama calcistico europeo – non è più un mistero. Le ambizioni del club non sono legate alla semplice salvezza: si punta a consolidarsi stabilmente ai vertici del campionato. I recenti riscatti di giocatori strategici come Van der Brempt e Valle testimoniano una continuità progettuale, mentre l’inserimento di nuovi innesti di spessore arricchisce una rosa già competitiva.

Domenica si parte, e lo si fa in casa, un vantaggio rispetto allo scorso anno, quando le prime tre gare vennero giocate tutte in trasferta. L’avversario sarà la Lazio, e c’è da cancellare il pesante 1-5 subito l’anno scorso: la sconfitta casalinga più ampia della storia del Como in Serie A. Stavolta però le condizioni sono diverse. Lo stadio pieno, una squadra rinnovata, un progetto più maturo: tutto lascia presagire una partenza diversa.

Tuttavia, c’è ancora una classifica dove il Como fatica: quella delle presenze storiche in Serie A. Con quella che sta per iniziare, si tratta della quindicesima partecipazione per il club lariano, ben lontano dalle 94 stagioni dell’Inter o le 93 di Juventus e Roma. Tra le attuali partecipanti, solo Sassuolo (12), Cremonese (9) e Pisa (8) sono indietro. Lecce, con 20 presenze, è il più vicino.

L’obiettivo, però, non è più semplicemente esserci, ma contare davvero. Le parole “sorpresa” o “rivelazione”, come detto in apertura, stanno progressivamente perdendo significato se accostate al Como. Il gioco di Fabregas è ormai riconoscibile, le ambizioni chiare, e le risorse a disposizione lasciano immaginare traguardi importanti.

Questa potrebbe essere davvero la stagione in cui il Como non solo conferma di appartenere alla Serie A, ma dimostra di poterci rimanere a lungo e con un ruolo da protagonista. La domanda che circola tra tifosi e addetti ai lavori non è più se il Como possa salvarsi, ma se questa sarà la miglior stagione di sempre per il club biancoblù.

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