“Non bastano i soldi per vincere. Servono anche le idee”. La frase pronunciata da Cesc Fabregas sintetizza alla perfezione il senso del progetto Como, che ha stupito lāintero panorama calcistico italiano con la vittoria netta sulla Lazio. Una prestazione che ha acceso i riflettori nazionali e proiettato il club lombardo in unāaltra dimensione: non più semplice neopromossa, ma realtĆ ambiziosa, costruita su strategie tecniche e visioni manageriali chiare.
Il successo contro una delle big della Serie A non può essere etichettato come episodio isolato. Come ricordano i colleghi de La Provincia nel loro odierno approfondimenti iĀ numeri raccontano un dominio totale: 73% di possesso palla nella prima frazione, 7 tiri in porta contro 1, 10 conclusioni fuori e 6 calci dāangolo a 0. E se questi dati si fossero registrati contro una neopromossa, si parlerebbe comunque di prova maiuscola. Ma davanti c’era la Lazio.
Fabregas ha imposto la sua impronta con scelte coraggiose, come l’impiego di Vojvoda esterno alto in sostituzione degli infortunati Diao e Addai, decisione presa nonostante pareri contrari all’interno dello staff. Una mossa tecnica che ha dato risultati concreti in campo. Tuttavia, il valore del progetto Como va ben oltre lāaspetto tattico: ĆØ una visione completa, che unisce calcio, economia e valorizzazione del territorio.
La strategia della societĆ indonesiana parte da un concetto chiave: costruire un calcio attrattivo, non solo per i tifosi ma anche per il mercato globale. Un gioco offensivo, spettacolare e riconoscibile serve per coinvolgere investitori, attrarre turisti e far parlare di Como a livello internazionale. Non si tratta solo di estetica, ma di una leva economica integrata nella visione sportiva.
Al centro di tutto cāĆØ Fabregas. Nessuno poteva prevedere che lāex campione del mondo si rivelasse cosƬ incisivo in panchina. Ma ĆØ lui l’artefice di un sistema che premia la verticalitĆ , lāimbucata millimetrica e lāultimo passaggio come arma decisiva. Azioni come quelle che hanno portato ai gol contro SudTirol e Lazio sono frutto di unāidentitĆ di gioco precisa, coltivata negli allenamenti. Un marchio di fabbrica raramente visto altrove, se non nelle squadre di vertice più strutturate.
Un’altra intuizione vincente riguarda lāambiente creato per i giovani. Mentre molti club italiani relegano i talenti in panchina, il Como li mette al centro del progetto. Non ĆØ un caso che profili seguiti da top club europei, come Diao e Paz, siano rimasti. Le loro valutazioni sono giĆ salite vertiginosamente, ma la societĆ ha scelto di non cedere, costruendo cosƬ una reputazione e rafforzando lāidentitĆ del progetto.
Il sistema regge anche grazie a una gestione intelligente del mercato. Oggi il Como dice no alle offerte, domani potrĆ contare su una cantera autonoma che sforna talenti. Ć un piano simile a quello che ha portato lāAtalanta a essere un modello per sostenibilitĆ e competitivitĆ . Ma, per ora, le due storie restano distinte.
Infine, le scelte individuali continuano a riflettere unāidea precisa di coraggio e fiducia. Un esempio su tutti ĆØ Ramon, giovanissimo centrale titolare, destinato a sbagliare ma con una personalitĆ giĆ da veterano.

