Il calciomercato del Como non segue le regole non scritte che governano da anni il sistema italiano. E’ questa la base di un interessante approfondimento realizzato oggi dai colleghi de La Provincia. In unāepoca in cui procuratori, favori incrociati e ādo ut desā decidono carriere e trasferimenti, il club lariano sembra ignorare i percorsi battuti, scegliendo invece di puntare su una strategia costruita su una visione tecnica a lungo termine, non sulla convenienza del momento.
Il Como ha disponibilitĆ economica, certo, ma non si limita a usarla come leva per garantirsi nomi altisonanti o veterani rodati. Il club ha deciso di non lasciarsi attrarre dallāāusato sicuroā tanto amato da molte squadre di fascia medio-alta della Serie A. Basta guardare in casa di club come Bologna o Fiorentina, che si affidano a profili come Bernardeschi, Immobile o Dzeko, simboli di esperienza ma non di progettualitĆ . Eppure, la parola āgiovaniā viene spesso sbandierata nei discorsi ufficiali, mentre nella pratica i talenti restano parcheggiati in panchina.
Il Como fa una scelta diversa: prende i giovani e li fa giocare, a prescindere dal curriculum o dalla mancanza di militanza in squadre blasonate. Nomi come Diao, Nico Paz, Perrone e Baturina sono lāespressione di un mercato coraggioso, costruito su idee, non su compromessi. Giocatori che altrove sarebbero rimasti ai margini, in attesa di qualche favore da sbloccare tra procuratori e direttori sportivi, a Como trovano spazio e responsabilitĆ .
Lāapproccio lariano ĆØ anche una risposta critica allāintero sistema. In un contesto dove le operazioni sembrano spesso motivate da rapporti personali, appartenenze di scuderia o interessi trasversali, la societĆ guidata dalla proprietĆ indonesiana evita scorciatoie e logiche di cortile, costruendo una rosa giovane e ambiziosa, che punta al potenziale più che al pedigree.
L’esempio più eclatante riguarda Nico Paz, talento scartato dalla Fiorentina che ha invece preferito puntare su Colpani. Il rischio? Vederlo chiuso da gerarchie e scelte conservative. Al Como, invece, ha trovato un ambiente disposto a scommettere su di lui, anche a costo di rinunciare al comodo appoggio dellāesperienza navigata.
Certo, nel gruppo lariano non mancano i profili di peso, come Sergi Roberto, ma sono figure pensate come guide nello spogliatoio, non come colonne portanti in campo. à un equilibrio sottile, quello tra gioventù e leadership, ma che a Como si prova a mantenere senza snaturare il progetto tecnico.
Il messaggio, dunque, ĆØ chiaro: più che i soldi degli Hartono, ciò che distingue il Como ĆØ lāidea, lāidentitĆ . PotrĆ anche non funzionare, ma la scelta ĆØ netta, coraggiosa, controcorrente. E in un campionato dove molti sembrano preferire la prudenza alla scommessa, questo approccio non può passare inosservato.

