La sfida tra Como e Juventus, in programma domenica al āSinigagliaā, non ĆØ soltanto una partita di campionato: ĆØ anche un viaggio nella memoria, tra giocatori che hanno vestito entrambe le maglie, scrivendo pagine diverse ma intrecciate nella storia del calcio italiano. Alcuni hanno lasciato un segno profondo, altri sono passati quasi inosservati, ma tutti rappresentano un legame speciale tra Lario e Torino.
Uno dei primi a unire le due sponde fu Paolo Rossi (nella foto, Ndr). Arrivò al Como nella stagione 1975-76, ancora giovanissimo e tormentato dagli infortuni: poche apparizioni e un ginocchio che non voleva saperne di guarire. Allāepoca nessuno poteva immaginare che quel ragazzo, destinato a rimanere ai margini, sarebbe poi diventato il Pablito campione del mondo 1982 e un simbolo della Juventus vincente.
Tra i big dei doppi ex spicca Marco Tardelli, cresciuto calcisticamente a Como, dove giocò solo un anno ma tornò in seguito da allenatore e residente per oltre ventāanni. A Torino, invece, divenne un campione mondiale e simbolo di grinta, incarnando alla perfezione lo spirito bianconero.
Anche Roberto Galia, comasco di nascita, ha percorso una strada simile. Dopo aver salvato il Como in Serie A e vinto una Coppa Italia di Serie C, si trasferì alla Juventus, dove nel 1990 regalò ai tifosi una Coppa Italia con un gol decisivo contro il Milan nella finale che inaugurò il terzo anello di San Siro.
Un destino di successo accomuna anche Gianluca Zambrotta, altro talento nato sul lago. Cresciuto nel Como, con cui conquistò la Coppa Italia di Serie C 1996-97, approdò poi alla Juventus vincendo tre scudetti (uno revocato), una Coppa Uefa e due Supercoppe italiane, diventando uno dei migliori esterni della sua generazione.
Tra le storie più toccanti cāĆØ quella di Andrea Fortunato, il terzino sinistro che il Como aveva lanciato e la Juventus accolto come erede naturale di Cabrini e Maldini. La sua carriera, però, fu spezzata tragicamente da una leucemia fulminante che lo portò via a soli 23 anni. Il suo ricordo resta ancora oggi uno dei più emozionanti del calcio italiano.
Nel lungo elenco dei doppi ex figurano anche Pasquale Bruno, difensore dal carattere ruvido che passò direttamente dal Como alla Juventus, e Luca Fusi, centrocampista che iniziò la carriera in riva al Lario e la concluse quasi a Torino.
Altri nomi completano il mosaico delle doppie appartenenze: Daniel Fonseca, Fabio Pecchia, Gedeone Carmignani, Michele Padovano, oltre a Massimiliano Notari, che dopo le giovanili nel Como e un fugace passaggio alla Juventus ā fermato da un infortunio ā oggi lavora come scout del Parma.
Tra gli ex di turno più attuali non possiamo non considerare l’attuale centravanti dei biancoblu Alvaro Morata che con i bianconeri ĆØ sceso in campo in 185 occasioni (la maglia maggiormente indossata in carriera, Ndr) realizzando 59 reti e fornendo 40 assist conquistando due Scudetti, tre Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Sempre nel reparto offensivo passò fugacemente dalla Juventus anche Alberto Cerri che non indossò però mai la maglia bianconera in gare ufficiali venendo girato in prestito a Cagliari, Spal, Pescara e Perugia nel corso degli anni fino alla cessione a titolo definitivo al Cagliari per 1 milione di euro di prestito e 9 milioni di riscatto a titolo definitivo.
Como e Juventus restano cosƬ legate da un filo invisibile fatto di passioni condivise, carriere incrociate e destini contrastanti. Una trama che racconta quanto il calcio, oltre ai risultati, viva soprattutto di storie, di uomini e di memoria.

