Como-Lazio, sfida tra idee: il primo duello da tecnici tra Fábregas e Sarri

Tra passato condiviso e filosofie opposte, il match segna l’esordio da rivali in panchina per i due allenatori

Il confronto tra Como e Lazio in programma oggi non è soltanto una gara di Serie A, ma rappresenta il primo scontro diretto in panchina tra Césc Fàbregas e Maurizio Sarri, due tecnici agli antipodi per età, percorso e approccio tattico, ma uniti da un legame che affonda le radici in un’esperienza comune: quella al Chelsea nella stagione 2018/2019.

Nel club londinese, all’epoca guidato da Roman Abramovich, Sarri venne chiamato per esportare il suo calcio palleggiato e verticale, affidandosi in mediana a Jorginho, suo uomo chiave già ai tempi del Napoli. Fàbregas, leader esperto dello spogliatoio dei “Blues“, iniziò con entusiasmo quella stagione, affermando di aver ritrovato stimoli perduti grazie all’allenatore toscano, arrivato però “un po’ tardi” nella sua carriera. Inizialmente coinvolto nel cuore del gioco, come lui stesso dichiarò, il centrocampista catalano percepiva che “tutto passava da me o da Jorginho”.

Ma l’idillio durò poco. Con il passare delle settimane e il consolidarsi della centralità dell’italo-brasiliano nel sistema sarriano, lo spazio per Fàbregas si ridusse drasticamente. Le sole 16 presenze stagionali spinsero l’ex Barça a rivedere la propria posizione: “Io sono sempre stato titolare, non mi bastava l’Europa League. Così sono andato via”, spiegò successivamente. Eppure, il rispetto per Sarri non venne mai meno: “È un buon allenatore e una persona di cuore, ma non cambia idea facilmente, è molto superstizioso e ha convinzioni tattiche ferree”.

Oggi, dopo anni e percorsi divergenti, i due si ritrovano da avversari su panchine diverse, con un Fàbregas giovane allenatore del Como, progetto ambizioso di rinascita lombarda, e Sarri tornato alla Lazio per dare continuità a un progetto interrotto e poi ripreso, anche se con un blocco del calciomercato estivo inaspettato che ha sicuramente rallentato il suo processo. Entrambi arrivano alla sfida carichi di motivazioni: il catalano per dimostrare la propria maturità in un ruolo nuovo, l’italiano per riaffermare la propria identità calcistica dopo gli alti e bassi recenti.

In conferenza stampa, Fàbregas ha scelto toni concilianti e di stima: “Conservo un grande ricordo di Maurizio. È una persona schietta, fedele alle sue idee. Quando ci siamo incrociati mi ha sempre trattato benissimo. La sua impronta sulla Lazio è chiara”. Un rispetto reciproco che questa sera si tradurrà in confronto tattico, dove il palleggio strutturato del toscano incontrerà la flessibilità moderna del catalano.

Il match avrà un valore che va oltre i tre punti: è la prima vera verifica della crescita del Como sotto la guida di Fàbregas e un test importante per la Lazio di Sarri. Ma soprattutto, sarà il campo a parlare e a sancire il primo verdetto tra due uomini di calcio che si conoscono bene, ma ora si studiano da rivali.

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