Como Women, il Ceo Verdun: “Vogliamo diventare un modello internazionale”

Dalla valorizzazione degli asset commerciali della Juventus al nuovo progetto lariano: “Un club indipendente, creativo e vicino al territorio. Il derby con il Como 1907 sarebbe un evento storico.”

Nicola Verdun, manager di Cantogno con oltre vent’anni di esperienza tra sport, media, marketing e finanza, è dallo scorso luglio il nuovo Ceo del Como Women. Dopo il passato alla Juventus, dove ha gestito la crescita commerciale del club bianconero, oggi si dedica interamente a una realtà che definisce “in piena espansione” e che, nelle sue parole, rappresenta una sfida professionale e personale.

“I numeri del calcio femminile sono in crescita, ma i ricavi restano ancora bassi, soprattutto in rapporto ai costi”, ha spiegato Verdun in un’intervista a La Provincia. La scelta di accettare la proposta è stata motivata dal carattere indipendente della società lariana: “Il Como Women è un club con strategie proprie, gestito da una proprietà internazionale come Mercury 13. Questo mi ha convinto: qui c’è la possibilità di costruire qualcosa di nuovo”.

Gestire un club femminile, spiega il Ceo, richiede competenze diverse rispetto al calcio maschile. “Le ragazze hanno un approccio differente, bisogna essere attenti anche agli aspetti umani. Credo molto nell’affiatamento: chi lavora a un progetto deve sentirsi parte integrante e perfettamente allineato agli obiettivi”.

Tra i piani concreti già in cantiere c’è il miglioramento delle strutture di Cislago, cuore del centro sportivo lariano. “Vogliamo realizzare una palestra con attrezzature moderne e spogliatoi funzionali, pensati davvero a misura delle giocatrici. Devono sentirsi a loro agio, questo è fondamentale”. Allo stesso tempo, Verdun conferma che il progetto di uno stadio a Como resta un obiettivo di medio periodo.

La crescita passa anche dal settore giovanile. “Siamo in contatto costante con le nostre squadre del vivaio. Prima ancora che un investimento tecnico ed economico, è una questione sociale: vogliamo che ci sia un legame forte tra la prima squadra e le formazioni giovanili”.

L’apertura internazionale rappresenta un altro tassello centrale. Recentemente, il Como Women ha ospitato una delegazione dello Shanghai Shenhua, interessata a conoscere da vicino il modello gestionale della società. “Sono stati loro a chiedere l’incontro. Vogliamo continuare su questa strada, aprendo a nuovi scambi culturali e sportivi: può diventare un’opportunità anche in chiave di ricavi futuri”.

Sul piano sportivo, Verdun guarda con interesse anche al calcio cittadino: “Un derby in Serie A tra Como Women e Como 1907 sarebbe un evento storico. Noi pensiamo al nostro percorso, ma se loro saliranno in A sarà una festa per tutta la città”.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: far diventare il Como Women un modello, capace di distinguersi per creatività, indipendenza e visione internazionale, ma senza perdere il legame con il territorio e con il proprio vivaio.

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