Per chi ha giocatori africani in rosa c’è una buona notizia e una cattiva.
NON PIU’ OGNI DUE ANNI
La buona è che dal 2028 la Coppa d’Africa si svolgerà ogni quattro anni, anziché ogni due. Allineandosi sostanzialmente al calendario degli Europei: 2028-2032-2036 e così via. Un’inversione di rotta storica: fin dalla sua fondazione, nel 1957, la rassegna continentale del continente più vicino all’Italia si è tenuta a cadenza biennale. Perché? Beh, evidentemente ci tengono tanto. Più di noi nel vecchio continente. Il torneo diventa un’occasione per riaffermare la propria identità culturale e la propria superiorità verso le nazioni vicine. E visto che nessuno di quei paesi ha concrete opportunità di vincere il Mondiale (oddio, il Marocco tre anni fa è arrivato in semifinale…), la competizione locale è l’unica possibilità di alzare un trofeo.
Questo desiderio di giocarsi il trono africano ogni due anni è una cosa anche bella, ma cozza con le esigenze dei club europei. Che pagano lo stipendio alla stragrande maggioranza dei giocatori africani di alto livello. Anche perché, come ci ha spiegato Makinwa, in varie aree in estate c’è la stagione delle piogge torrenziali e per questo motivo si opta per giocare d’inverno, durante i campionati. Perlomeno in futuro il problema si porrà ogni quattro stagioni.
ADESSO PERO’ E’ DURA
Il lato negativo della medaglia però riguarda il futuro prossimo. Infatti l’edizione del 2027 è già stata assegnata (a Tanzania, Kenya e Uganda). Quindi la Coppa d’Africa si terrà quest’anno, in Marocco, poi nel 2027 in quei tre paesi e infine nel 2028 per allinearsi al calendario dell’Europeo. In pratica tre volte in quattro anni. Non una bella notizia nell’immediato per chi ha giocatori di quelle zone. Compreso il Como, che ha comprato Assane Diao da spagnolo e ha dovuto accettare la scelta del ragazzo di difendere i colori del Senegal.

