Un articolo pubblicato dalla redazione Economia del Corriere della Sera rende più chiaro il procedimento grazie al quale i soldi dei fratelli Hartono arrivano in Italia.
Secondo i documenti contabili delle società internazionali degli Hartono, il denaro partirebbe dalla Pt Global Media Visual (controllata dalla Pt Lingkar Mulia Indah di Kudus, isola di Giava: i nomi di queste due aziende non li avevamo mai sentiti), andando verso Londra, alla Sent Entertainment, capogruppo che controlla il Como. Poi da qui atterrano quasi tutti in Lombardia. I colleghi rivelano due dettagli interessanti sulla Sent: 1) dopo aver messo in liquidazione la parte dell’azienda che si occupava di contenuti televisivi, non ha più altre attività rilevanti se non la gestione della partecipazione del Como; 2) è controllata da Robert Hartono al 51% mentre Michael ha il 49%, quindi giuridicamente il controllo è di Robert e non di entrambi. Solo una questione formale, chiaramente.
Si sottolinea poi il fatto che i fratelli indonesiani sono sì avanti negli anni (85 e 84 anni), ma hanno coinvolto due dei loro figli nel progetto Como. Infine si ripercorrono gli aumenti di capitale della Sent a coprire le perdite del Como 1907: nel 2023 ricapitalizzazioni per 66 milioni; nel 2024 159 milioni; nel 2025 103. Totale 328 milioni.
“Per quale motivo gli Hartono siano partiti da Kudus per sbarcare a 11.460 chilometri di distanza sul Lago di Como è un punto interrogativo che le parole ‘sfida’ e ‘passione’ non risolvono del tutto“, secondo l’articolo. “Sul Lario lo scopriranno solo giocando (magari per un posto in Champions) ma un fatto è indiscutibile: a differenza di molti colleghi (…), gli anziani fratelli mettono soldi veri, staccano assegni regolari, non firmano cambiali e piani di rientro. E ne mettono tanti“.



Solo complimenti per tutto quello che hanno fatto e che faranno