Dal dualismo con Crispino alla Serie A con Audero: la scalata di Wladimiro Falcone

Il portiere oggi titolare nel Lecce esordì tra i professionisti proprio con il Como

Il ritiro a Masen di Giovo. Sembra passata una vita, e in effetti dieci anni non sono pochi. Proprio lì, tra i vigneti trentini, avvenne il primo impatto coi professionisti di un giovane Wladimiro Falcone, portiere allora 19enne proveniente dalla Primavera della Sampdoria. Fummo proprio noi a farlo esordire: il ds Giovanni Dolci ci vide lungo e decise di affiancarlo a Diamante Crispino, collega con un anno in più sia d’età che di militanza in biancoblu (era arrivato la stagione prima, facendo la riserva a Melgrati). L’idea era chiara: due numeri 1 giovani in competizione tra loro. E la prima uscita stagionale fu proprio per Falcone, in un palcoscenico niente male: proprio Marassi, proprio contro la Sampdoria. Era Coppa Italia e finì 1-4, ma il talento nativo di Roma si tolse la soddisfazione di parare un rigore a Eder. In seguito però Crispino si prese la maglia da titolare, Falcone giocò in Coppa Lega Pro e sembrava destinato a un anno d’apprendistato. Non fu così. Tra novembre e febbraio, a cavallo tra le gestioni tecniche di Colella e di Sabatini, Wladimiro giocò nove partite di campionato per scelta tecnica, senza sfigurare. Poi però tornò titolare Crispino, e Falcone festeggiò la promozione in B dalla panchina.

Da quella stagione 2013/14 partì un percorso lungo e tortuoso. Dapprima ancora in C (titolare a Savona, riserva a Livorno e a Bassano, titolare a Gavorrano e a Lucca). Poi una stagione da panchinaro in A alla Sampdoria, con la gioia di due presenze da titolare a fine stagione lanciato da Ranieri. Serviva un anno di apprendistato da titolare in B ed eccolo allora in prestito a Cosenza. La stagione successiva torna alla Samp, sfrutta l’infortunio di Audero (che incrocio…) e mette insieme altre dieci presenze di A. Il suo allenatore di allora era lo stesso di oggi: Giampaolo, che alla fine restituì il posto all’italoindonesiano con qualche grattacapo. Ma ormai il suo talento era stato notato. Nell’estate 2022 la cessione al Lecce, dove Falcone si è consacrato. Ora ha 29 anni ed è uno dei portieri più apprezzati della parte destra della classifica.

Ma tutto partì da Como, da Masen di Giovo, da quella partita di Coppa contro la Samp, dal dualismo con Crispino.

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