I grandi nomi svincolati vengono sempre guardati con sospetto, soprattutto quando trovano squadra. “E’ finito”, “va lì a svernare”, “se fosse stato ancora buono gli avrebbero rinnovato il contratto”, “ormai è una figurina”: questi sono un po’ i luoghi comuni che si sentono.
Li abbiamo sentiti anche quest’estate. Sia quando il Como ha preso Raphael Varane, sia quando David De Gea ha firmato con la Fiorentina. Due grandi giocatori di livello mondiale che hanno senza dubbio attirato i riflettori sulla Serie A al loro arrivo. Le perplessità però erano tante. Il francese, dopo i trionfi col Real Madrid, aveva passato anni non facili al Manchester United, con diversi problemi fisici. E nella stessa squadra giocava anche il portiere spagnolo (sono stati compagni per due stagioni), il quale però addirittura nella stagione 2023-24 era rimasto svincolato. “Allarme sola“, direbbero a Roma e dintorni.
E la sola c’è stata, l’ha presa il Como. L’esperienza di Varane come giocatore biancoblu è durata quanto un fiocco di neve a Zanzibar, con ripercussioni che ancora vediamo sul rendimento difensivo della squadra di Fabregas. Speriamo diventi un bravissimo dirigente, ma sportivamente l’operazione è stata piuttosto surreale. De Gea invece nonostante i dodici mesi sabbatici non solo non si sta rivelando una fregatura, ma si è rilanciato in grande stile tanto che ad oggi è il miglior portiere di tutta la Serie A. E domenica lo affronteremo.
Ironico, considerando che: 1) De Gea è spagnolo. Fabregas lo conosce bene, ci ha giocato in Nazionale e l’ha affrontato molte volte da avversario. E di spagnoli ben conosciuti da Fabregas ne abbiamo presi diversi; 2) in porta qualche problemino ce l’abbiamo.
Niente, abbiamo puntato sulla figurina sbagliata.

