Diao: “Non mi aspettavo di partire così forte. Fàbregas decisivo per il mio arrivo al Como”

La rivelazione dei biancoblu ha parlato ai microfoni del club: "La mia cessione in Spagna ha fatto clamore, ma il progetto del Como è chiaro: c'è voglia di crescere"

Assane Diao, rivelazione del Como con cinque gol realizzati in appena otto presenze dal suo arrivo in riva al Lario dal Betis Siviglia nel mercato di gennaio, si è raccontato ai microfoni ufficiali del club biancoblu. Ecco un estratto delle dichiarazioni del grande protagonista delle ultime due vittorie su Fiorentina e Napoli della squadra di mister Césc Fàbregas.

LA PARTENZA –Non mi aspettavo di partire così bene. Ovviamente era quello che volevo e speravo, ma ero consapevole che avrei affrontato un campionato complicato e che i primi passi sarebbero stati difficili. Grazie ai miei compagni di squadra e allo staff tecnico, però, mi sono adattato molto bene fin da subito.

LA SCELTA COMO –Perché il Como? Ho parlato con Fàbregas, che mi ha spiegato il progetto, la visione e cosa avesse in mente per me e per il corretto sviluppo della squadra. È stato molto importante parlare direttamente con lui; dopo quella chiacchierata, non ho più avuto dubbi e ho scelto il Como. Cosa mi ha detto quando sono arrivato? Mi ha detto che ero arrivato in una squadra di campioni e con grandi progetti e che mi aiuterà a crescere sia calcisticamente che a livello personale“.

IN SPAGNA IL SUO TRASFERIMENTO HA FATTO MOLTO CLAMORE –In passato, forse in pochi conoscevano il Como 1907, ma adesso se ne parla abbastanza. Qui ci sono alcuni giocatori spagnoli e il progetto è sicuramente intrigante. Credo che chiunque abbia avuto l’opportunità di vedere una partita sia rimasto colpito dallo stile di gioco e, anche questo, genera un forte interesse.

TANTA CONCORRENZA IN ATTACCO –  “Alla fine, credo che il progetto del Como sia chiaro. Il club vuole crescere e, per farlo, serve il contributo di tutti. Sono felice di avere compagni forti come loro. La concorrenza aiuta a migliorare e a raggiungere gli obiettivi.

LA SERIE A –E’ un campionato competitivo. Devo ringraziare i miei compagni e i dirigenti che mi hanno aiutato ad ambientarmi in un contesto nuovo, sono felice ed onorato di essere in Italia“.

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