Quello del 10 dicembre 2023 fu uno strano pomeriggio. Un po’ per l’assenza dei tifosi del Modena, un po’ perché la squadra di Fabregas non offrì una prestazione brillante. La formazione iniziale fu questa:
Semper; Curto, Odenthal, Barba, Sala; Abildgaard, Bellemo; Kerrigan, Verdi, Da Cunha; Cutrone.
Due anni dopo, l’unico superstite è Da Cunha, oltre a Verdi e Sala sotto contratto solo formalmente. Ma in quel momento la rosa era più che sufficiente. Ed era alla ricerca di continuità, dopo il cambio tra Longo e Cesc. Quale migliore occasione del match con l’odiato Modena? Primo tempo così così chiuso in vantaggio 1-0 grazie a un rigore di Verdi. Nella ripresa sale in cattedra il VAR: prima trasforma un gol annullato ai canarini in gol effettivo (1-1), poi toglie a Odenthal un cartellino rosso. Intanto il tempo passa e tutto fa pensare che la partita possa finire in parità.
Ma il subentrato Gabrielloni non è d’accordo. 87′, mischia caotica in area modenese, il n°9 ci crede più di tutti, butta la palla in rete sotto la curva e va ad esultare con la sua gente. Seconda rete stagionale per il centravanti marchigiano, che aggiunge un tassello alla sua splendida esperienza comasca: il gol alla rivale storica. Anche l’esultanza è iconica: prima viene abbracciato da una ragazzina raccattapalle, poi scala le recinzioni e si fa abbracciare dai tifosi.
E’ interessante citare questa ricorrenza anche perché siamo alla vigilia della partita contro la Roma. Avversaria che l’anno scorso ha regalato a Gabri una delle più grandi gioie della carriera. Strana coincidenza: all’Olimpico si giocherà il 15 dicembre, stessa data del match dell’anno scorso al Sinigaglia in cui il nostro monumento fece un gol e un assist.

