In teoria è tutto fatto. Il Como va dal Barcellona, paga qualche centinaio di migliaia di euro, prende il giovane difensore centrale Andres Cuenca, lo presta allo Sporting Gijon (seconda divisione spagnola) e poi tra qualche mese lo porta a Mozzate. I blaugrana conserveranno una percentuale sulla rivendita. Tutti i protagonisti della trattativa sono d’accordo e in questo senso confermiamo le indiscrezioni fatte circolare nelle ultime ore da Sky Sport.
C’è però un ostacolo, che non mette in pericolo il buon esito dell’operazione ma che starà dando da fare alla dirigenza biancoblu. In base alle norme FIFA il Como non può dare Cuenca al Gijon, perché ha già raggiunto il numero massimo di giocatori prestati all’estero. Il limite è 6 e noi abbiamo già Azon (Ipswich), Posch (Mainz), Engelhardt (Borussia Monchengladbach), Mustapha (Altach), Jasim (Al-Najma) e Ballet (Antalyaspor, con obbligo di riscatto).
E voi direte: no problem, portiamo subito a casa ‘sto talento. A quanto pare però l’entourage del giocatore ritiene fondamentale un passaggio intermedio in una squadra meno forte della nostra. E anche il Como considera utile che il centrale 18enne abbia un primo approccio col calcio dei grandi nella Liga spagnola.
L’ipotesi di prenderlo in prestito con obbligo di riscatto non è praticabile, sia perché il giocatore è in scadenza di contratto col Barcellona, sia perché se Cuenca è in prestito al Como non può certamente andare in “subprestito” al Gijon. Servirebbe che il Barcellona proceda a un rinnovo-ponte di contratto per un anno, lo presti e che il Como “prometta” di acquistare il giocatore in estate. Complicato.

Ma si sta anche lavorando a una soluzione alternativa che al momento sembra più probabile. E cioè convincere i turchi dell’Antalyaspor ad anticipare il riscatto di Ballet. Così lo svizzero non rientrerebbe più nell’elenco di giocatori in prestito all’estero. E avremmo un posto per prestare Cuenca.
Situazione intricata, ma non al punto da mettere in pericolo la trattativa.

