ESCLUSIVA – Lorenzo Pasciuti: “Io e Gabrielloni, unici e… Imitabili!”

Una chiacchierata con l'altro giocatore capace di fare la scalata D-C-B-A segnando in ogni categoria con la stessa maglia

La stagione del ritorno in A del Como si sta avvicinando alla conclusione. E tra un Diao e un Paz, uno dei momenti più memorabili di questo 2024-25 ĆØ senza dubbio il gol di Alessandro Gabrielloni contro la Roma. Sia per l’importanza di quella vittoria, sia perchĆ© l’ha segnato una vera e propria icona biancoblu.

Sono solo cinque i giocatori ad aver segnato in A, B, C e D con la stessa maglia. Ma la scalata dalla D alla A con gol in ogni categoria l’hanno fatta solo Gabri e Lorenzo Pasciuti. L’ex centrocampista nativo di Carrara ha giocato a Carpi dal 2010 al 2019 e lui ha la particolaritĆ  di aver segnato in cinque categorie, perchĆ© ai tempi c’erano C1 e C2. Meritava quindi una chiacchierata, che vi proponiamo qui sotto. Tra l’altro in un momento in cui il nostro numero 9 non scende in campo da oltre due mesi, tra infortuni e scelte tecniche.

Lorenzo, questo record non te lo toglie nessuno, anche se Gabrielloni in qualche modo ti ha affiancato.
ā€œDopo il gol gli ho fatto i complimenti usando come tramite Simone Verdi. Rispetto a Lucarelli, Santana e Luci, la storia di Gabrielloni ĆØ più simile alla mia perchĆ© per arrivare in Serie A abbiamo dovuto vincere i campionati, mentre gli altri erano in A e poi a fine carriera si sono ritrovati in D con la stessa squadra. Percorsi differenti. Quando si parte dal basso ĆØ una soddisfazione doppia. Io ho la soddisfazione di aver fatto cinque categorie anzichĆ© quattro perchĆ© c’era la C2. Quindi ok che il record ĆØ di tutti, ma il mio ĆØ un po’ più… Come dire… Imbattibile (ride, ndr)ā€. Qui sotto il video del suo primo di due gol in A.

Ricordiamo ai tifosi del Como che stanno leggendo che tipo di giocatore eri.
ā€œEro un esterno di centrocampo, il mio punto forte forse era l’intelligenza tattica. Piedi buoni, visione di gioco e intelligenza, sĆ¬ā€.

Usiamo l’imperfetto perchĆ© hai smesso di giocare, giusto?
ā€œSƬ, a maggio. Ho preso il patentino UEFA B ma quest’anno ho preferito staccare dal calcio dopo tanti anni e ti dico la veritĆ , si sta bene. Per la piega che ha preso questo ambiente oggi, non mi piace più di tantoā€.

Hai detto spesso che dopo ogni promozione si pensava che non fossi adatto alla nuova categoria. La stessa identica cosa ĆØ successa anche a Gabrielloni. Si pesca troppo poco nelle categorie inferiori? Si dĆ  troppo peso alle categorie?
ā€œSecondo me assolutamente sƬ. A volte vedi attaccanti italiani giovani e forti nelle serie inferiori che non possono emergere perchĆ© ci sono troppi stranieri. Non gli viene proprio data la possibilitĆ . Io nelle prime giornate a Carpi in C2 facevo panchina o tribuna, stessa cosa in C1, in B e in A, poi però mi prendevo sempre il mio spazioā€.

Prima della Serie A ti ĆØ mai capitato di essere vicinissimo ad andare via da Carpi? Gabrielloni ĆØ stato spesso corteggiato da altre squadre.
ā€œVicinissimo no, onestamente. Nei periodi in cui non giocavo il direttore Giuntoli mi teneva tranquillo, aveva fiducia in me. Quando ĆØ andato via lui il club ne ha risentito tantoā€.

Tu non sei di Carpi come Gabrielloni non è di Como. Più facile diventare bandiera altrove?
ā€œEh sƬ. Carpi ĆØ diventata la mia casa calcistica, senza il fallimento avrei chiuso la carriera lƬ. Comunque avendo anche fatto gli ultimi anni di carriera a Carrara nella mia cittĆ , ti dico che ĆØ molto più difficile. Sognavo da bambino di vestire quella maglia e la sentivo particolarmente. Abbiamo sfiorato la Serie B facendo anche bene, ma comunque non ĆØ stato facile a Carraraā€

Consiglieresti a Gabrielloni di rimanere a Como anche giocando poco come ora?
ā€œIo fossi nella societĆ  uno come lui lo terrei. Però deve anche essere trattato come giocatore, rimanendo per dare una mano concretamente sul campo e non solo perchĆ© ĆØ una bandiera. Se no poi diventa difficile. Ovviamente non si pretende di entrare tutte le partite, ma se in allenamento sto bene e dimostro qualcosa, devo potermi giocare le mie chance. Io la vedo cosƬ, poi ovviamente dipende da come la vede luiā€.

Secondo te è più difficile per un attaccante diventare una simbolo rispetto a un centrocampista?
ā€œMah, i simboli ci sono state in ogni ruolo. Penso a Lucarelli al Livorno, per esempio. Però forse per un attaccante ĆØ un po’ più difficile perchĆ© se fa un gol all’anno lo mandano viaā€.

Comunque si dice tanto che oggi non ci sono più le bandiere, però quello che avete fatto tu e Gabrielloni non l’ha fatto nessuno negli anni ā€˜80/’90…
ā€œBeh sicuramente oggi capita meno spesso. Incidono tanto anche i procuratori. Però ĆØ vero che io e lui siamo riusciti in tempi recenti a fare la scalata che nessuno aveva mai fattoā€.

Forse oggi capita più spesso perché ci sono più squadre importanti che falliscono, finiscono in D e poi possono risalire. Quindi si creano le condizioni per queste scalate che una volta erano più difficili.
ā€œSƬ, questo incide di sicuroā€.

Che dici, qualcun altro vi imiterĆ ?
ā€œLo spero, per me questo record ĆØ una delle soddisfazioni più grandi. Me lo sono goduto e lo potrò raccontare. Non sono geloso, se un ragazzo parte dalla D ed ĆØ forte e bravo, perchĆ© no?ā€

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