Alla due giorni della sfida di campionato contro il Bologna, in programma sabato alle 18:30 al Dall’Ara, Césc Fàbregas ha parlato in conferenza stampa, toccando tutti i temi più caldi in casa Como, tra infortuni, mercato, assetto tattico e mentalità di squadra.
“Affrontiamo una squadra diversa dalla Lazio, molto forte e con automatismi consolidati”, ha detto l’allenatore spagnolo, riconoscendo la qualità degli uomini di Italiano. “Orsolini e Castro sono due attaccanti pericolosi, il Bologna attacca in verticale e ha centrocampisti bravi sulle seconde palle. L’anno scorso facevano la Champions. Serve attenzione e adattamento”.
Sul fronte formazione, Fàbregas ha lasciato aperti molti ballottaggi, soprattutto sugli esterni: “Kuhn ha forzato per andare in panchina contro la Lazio, adesso invece si è allenato tutta la settimana e ha più allenamenti nelle gambe. Addai ha fatto tre giorni bene con noi, devo parlare coi dottori per capire se può partire dall’inizio. Vojvoda è un’opzione importante per la sua duttilità, può giocare sia a destra che a sinistra. Dossena è l’unico indisponibile certo”.
Preoccupano invece le condizioni di Diao, già reduce da un’operazione nella scorsa stagione: “Non sta bene, non è grave però quando dopo 4 mesi da un’operazione succede qualcosa, mi preoccupa. E’ un giocatore importante, già dentro ai nostri automatismi: ora invece dovremo forzare l’adattamento di qualche giocatore nuovo. Il problema è nella stessa zona dove aveva messo la placca. Non è una frattura, ma non sappiamo ancora i tempi. C’è la scelta: se accorciamo i tempi non sappiamo cosa può succedere dopo, altrimenti bisogna aspettare più tempo per essere più sicuri a lungo termine. Gli specialisti stanno valutando, arriverà un comunicato”.
In merito al turnover, Fàbregas non dà nulla per scontato: “Abbiamo fatto una grande partita con la Lazio, anche se la linea difensiva non sempre si è mossa bene, ma comunque ogni gara è diversa. Il Bologna ha uno stile completamente differente, sarà una sfida più fisica. Cambierò qualcosa? Forse. Dipende anche da loro“.
Capitolo attacco: Cutrone è passato al Parma in prestito, Gabrielloni resta in bilico. “Sono stato fortunatissimo ad avere giocatori che hanno dato tutto per la maglia e per la città. Ringrazio Cutrone, è un prestito e non un addio, può fare 10/12 gol in Serie A. E ha reso possibile la promozione dalla B: chi non ricorda quel gol col Venezia? Ha dato la vita tutti i giorni, però lui ha un pensiero forte: vuole andare al Mondiale. E non posso garantirgli minutaggio. Gabrielloni? Ho parlato con lui, sono convinto che debba rimanere e spero di averlo convinto a restare: è una presenza fondamentale nello spogliatoio. Penso debba scegliere oggi, spero non parta”. Altri dettagli sul mercato: “Arriveranno un difensore e un portiere. Jack andrà a giocare in Serie B. Azon è in viaggio, sta ritornando all’Ipswich: la trattativa si è riaperta e hanno trovato un accordo. Non arriveranno altre punte, neanche se dovesse partire Gabrielloni“.
Su Kuhn, reduce da una convocazione sfiorata con la Germania, Fàbregas ha confermato: “Sta bene, è disponibile, ma non ancora per tutta la partita”. L’allenatore ha poi espresso orgoglio per il rendimento di Ramon e dei giovani: “Abbiamo deciso di forzare su di loro. Nico Paz? Dall’allenamento numero uno si è visto che era pronto. A volte i giovani sorprendono prima del previsto”.
Il Como ha mostrato una forma atletica sorprendente già a inizio stagione, e Fàbregas ha spiegato il segreto: “Lavoriamo in modo diverso. Allenamenti intensi ma brevi, due-tre giorni forti e poi riposo. Questo ci dà energia e lucidità”.
In vista della sosta, sono già 12 i pre-convocati nelle nazionali: “È un segnale importante del nostro lavoro, oltre il 50% della squadra. Vedremo chi partirà effettivamente”.
Il tecnico ha poi parlato del processo di crescita del Como: “L’obiettivo è migliorare quanto fatto l’anno scorso. Parlare di Europa? È presto. Dobbiamo crescere settimana dopo settimana, senza pressioni. Noi siamo coraggiosi nel dare spazio a chi ha fame e voglia. Un obiettivo è andare più avanti possibile in Coppa Italia per dare più spazio ai giocatori”.
Infine, parole chiare sulla mentalità da instillare nei suoi giocatori: “Devono vivere il presente. Non il domani, non la prossima settimana. Quando si vince, si analizza. Quando si perde, si migliora. Questa squadra è fatta da amici che vogliono lottare l’uno per l’altro. È questa la nostra forza.”
Sull’attacco non esclude nulla: “Douvikas o Morata? Vediamo sabato. Nessuno è titolare fisso. Gioca chi sta meglio. E quando due ore prima della partita do la formazione, chi è triste non ha tempo di esserlo perché dopo due ore deve cambiare la partita dalla panchina”.




