Fallimento Calcio Como: creditori beffati mentre l’ex presidente paga un milione per evitare il sequestro

Fallimento Calcio Como: solo un quinto dei debiti saldato, mentre l’ex presidente Porro versa un milione per evitare un sequestro. Indagine ancora in corso.

La recente notizia del milione di euro versato dall’ex presidente del Calcio Como, Pietro Porro, al Fondo di giustizia per evitare un sequestro preventivo nell’ambito di un’indagine per frode fiscale ha riacceso l’amarezza dei creditori del club fallito nove anni fa. Come riportato da La Provincia, il curatore fallimentare ha recentemente depositato il piano di riparto delle somme disponibili per il pagamento dei debiti accumulati dalla vecchia società, una cifra di poco superiore ai 700mila euro rispetto ai 3,5 milioni di euro di crediti riconosciuti. In sostanza, solo un quinto dei debiti è stato saldato.

Tra i più penalizzati figurano oltre 90 creditori, tra cui enti pubblici, aziende e privati. L’Agenzia delle Entrate, che vantava un credito di 1,5 milioni di euro, ha recuperato solo 660mila euro. Peggio è andata alla società di riscossione dei tributi Ica, che non ha ricevuto nulla sui 143mila euro richiesti. Stesso destino per il Comune di Como, che su 230mila euro di canone per l’utilizzo dello stadio Sinigaglia ha ottenuto appena 6mila euro.

Le perdite colpiscono anche piccole imprese e professionisti, che avevano fornito servizi al Calcio Como senza mai essere pagati. Un consulente legale che vantava un credito di 19mila euro e diversi hotel cittadini con 8500 euro di fatture inevase sono tra coloro che non hanno ricevuto alcun rimborso. La società di trasporti che accompagnava la squadra in trasferta ha perso 45mila euro, mentre il Monte dei Paschi di Siena ha visto sfumare 114mila euro di prestiti concessi al club. Tra i debiti più contestati vi sono quelli verso la Croce Rossa di Como (19mila euro) e i Vigili del Fuoco (6500 euro), mai saldati.

A livello giudiziario, la bancarotta del Calcio Como aveva portato al patteggiamento di Pietro Porro, che aveva rinunciato a 240mila euro di crediti e versato 400mila euro per chiudere la questione. Tuttavia, di recente l’ex presidente è finito nuovamente sotto i riflettori della magistratura, con un’inchiesta per presunte sovrafatturazioni della sua società, la Ubv Group. Per evitare il sequestro preventivo, Porro ha preferito versare un milione di euro, ma l’indagine prosegue.

Il contrasto tra le somme restituite ai creditori e il pagamento immediato per scongiurare il sequestro ha suscitato forte indignazione tra coloro che, dopo nove anni, attendono ancora giustizia per il fallimento del club.

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