Faragò: “A Como ho capito che dovevo smettere, troppo dolore”

Gli infortuni gli impedivano persino di camminare. Ora l'ex lariano fa vita di campagna in Sardegna

Era la stagione di Gattuso e Longo in panchina. Ho totalizzato 17 presenze, ma non riuscivo ad aiutare la squadra come avrei dovuto. Avevo un altro anno di contratto, la società voleva cedermi. In quel momento ho capito che dovevo smettere. Provavo troppo dolore. Mi sono reso conto di non essere più il giocatore che ero prima dell’infortunio”. Così Paolo Faragò ha sintetizzato, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, la sua esperienza a Como. Serie B 2022-23: il ragazzo preso dal Cagliari portava con sé aspettative piuttosto alte, vista l’ampia esperienza in Serie A. Ma era già purtroppo sul viale del tramonto della sua carriera.

Una carriera funestata da problemi fisici, come ricordato dallo stesso ex calciatore alla rosea: “Ho subito 14 interventi chirurgici. Prendevo farmaci e antidolorifici in continuazione. Non riuscivo neppure a fare una passeggiata, figuriamoci ad allenarmi. Nessun dottore riusciva a capire cosa avessi. I medici non si spiegavano come facessi a giocare“. Ora Faragò fa vita di campagna: ha comprato un terreno in Sardegna, vicino a Cagliari, produce vino e si prende cura di migliaia tra ulivi e altri alberi da frutto. La sua giornata inizia molto presto, ma perlomeno l’ansia dei dolori, delle visite, degli staff medici e delle tabelle di recupero è sparita. A Como non è riuscito a lasciare bei ricordi, ma a Novara e Cagliari i tifosi lo ricordano con affetto e riconoscenza per quanto fatto in campo. Gli resta un sogno: “Creare una fattoria didattica per bambini“. Buona vita!

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