Jonathan Ikoné ha trovato nuova linfa vitale con la maglia del Como, siglando un gol decisivo nella sua prima partita da titolare tra l’altro proprio nel sentito derby in casa del Monza. L’esterno francese, arrivato a gennaio in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina, è stato voluto fortemente da Cesc Fabregas, che ne aveva apprezzato le qualità durante l’esperienza comune in Francia. Una fiducia che il giocatore sta ripagando sul campo.
L’impatto di Ikoné va oltre la rete segnata. All’interno del sistema di gioco impostato da Fabregas, gli esterni d’attacco hanno un ruolo cruciale anche in fase difensiva. Il tecnico spagnolo chiede loro non solo fantasia e velocità, ma anche sacrificio, copertura e disciplina tattica. Caratteristiche che Ikoné sta dimostrando di possedere, risultando una pedina sempre più centrale.
Come detto il prestito dal club viola include una clausola di riscatto fissata a 8 milioni di euro, cifra che potrebbe diventare un investimento concreto se il calciatore continuerà a brillare nelle ultime sette giornate di campionato. La continuità di rendimento e l’efficacia nel nuovo ruolo saranno elementi determinanti per il futuro del classe ’98.
Il Como, nella prossima stagione punta a un nuovo step ulteriore di crescita dopo la salvezza di questo primo campionato di Serie A dopo il fallimento e la ripartenza dalla Serie D, potrebbe quindi assicurarsi un elemento di valore già pronto per il massimo campionato. Per Ikoné si tratterebbe di una vera e propria rinascita, dopo mesi difficili a Firenze dove non era riuscito a esprimere tutto il suo potenziale. E in questo molto merito va anche a chi lo ha voluto in riva al Lario ossia Fàbregas che lo ha aspettato, gli ha fatto ritrovare una condizione fisica accettabile disputando vari spezzoni di gara e poi lo ha lanciato titolare.
Con una condizione fisica in netta crescita e una nuova consapevolezza nei propri mezzi, il francese guarda ora al futuro con occhi diversi. Ogni minuto in campo diventa un’occasione per convincere la società lariana a puntare su di lui, costruendo attorno a sé una nuova dimensione professionale. Del resto non si capiva come a Firenze un giocatore che era stato importante nei suoi precedenti campionati in Ligue 1 con squadre come Paris Saint Germain, Montpellier e Lille fino a conquistarsi la nazionale francese si fosse perso. Al Como ora può tornare a esprimesi sui livelli ammirati in patria.


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