Cielo nuvoloso, temperatura freddina ma non gelida. I giornalisti – tra cui il sottoscritto – arrivavano alla spicciolata al centro sportivo di Mozzate per la conferenza stampa di Fabregas. Solitamente si scambiano due chiacchiere tra colleghi all’esterno, aspettando il via libera dell’ufficio stampa per entrare. Ieri però l’attenzione di tutti è stata catalizzata da un ragazzo che era là fuori prima di noi. Un nuovo cronista? No. Con lui c’erano la fidanzata, un cavalletto e una tela raffigurante Nico Paz.
E allora tutti a chiedere, a curiosare. Colori a olio? Tempera? Niente di tutto questo. Carlo Azzalin, malnatese poco più che 30enne, realizza quadri personalizzabili lavorati con filati a maglia. Sembra un quadro classico, ma al tatto è tessuto con rilievi. Somiglianza eccezionale, come una foto, anche grazie all’ausilio di una programmazione digitale di ultima generazione. Materiali ecosostenibili. Durata garantita nel tempo, senza rovinarsi con sole o umidità. Tanto lavoro: per fare Nico Paz ci ha messo oltre due settimane. Un hobby? No, sta cercando di farlo diventare il suo lavoro, dopo anni nel settore tessile. E ieri ha consegnato l’opera al soggetto, che ha apprezzato molto. Un artista in campo è stato rappresentato da un artista fuori dal campo.
Carlo è un simpatizzante biancoblu, suo fratello ha giocato anni fa nel settore giovanile. Il laboratorio creativo si chiama Candres, crasi dei nomi suo, di suo figlio Andrea e della fidanzata Stefania. Attività che senza dubbio riceverà impulso da questa iniziativa, visto che Paz “tira” molto. È già pronta anche una rappresentazione del mister Fabregas, che verrà consegnata in futuro.

