Il Como di Cesc Fabregas continua a stupire per solidità e continuità di risultati. Dopo otto giornate di Serie A, i lariani hanno subito una sola sconfitta — quella di Bologna alla seconda giornata — confermandosi tra le squadre più ostiche da affrontare. Solo l’Atalanta può vantare finora l’imbattibilità, ma il Como si colloca immediatamente alle spalle, tra le formazioni più difficili da battere e più attente in fase difensiva.
Un dato eloquente: negli ultimi sette mesi, i biancoblu sono caduti soltanto tre volte, due delle quali contro Milan e Inter nella scorsa stagione e una, appunto, a Bologna. Una continuità di rendimento che non è frutto del caso, ma il risultato di un lavoro tattico profondo, improntato all’equilibrio e alla compattezza. Nonostante il carattere offensivo che Fabregas ha sempre dichiarato di voler imprimere alla sua squadra, il Como ha saputo costruire una propria identità anche sul piano della tenuta difensiva.
La coppia Ramon-Carlos rappresenta oggi un punto di forza imprescindibile, ma il tecnico catalano ha anche saputo rivitalizzare Kempf autore di due grandi prestazioni con Juventus, dove ha anche sbloccato il risultato, e Parma. Il tecnico spagnolo, intervenuto con decisione nella campagna acquisti, ha dato stabilità al reparto arretrato portando giovani di talento, ma anche esperienza come quella dell’ex Fenerbaçhe e Siviglia Diego Carlos che si sta dimostrando assolutamente imprescindibile nei nuovi equilibri difensivi biancoblu.
Inoltre il portiere Butez si è imposto come uno dei più affidabili del campionato, mantenendo la porta inviolata in tre partite su otto, di cui due consecutive. Numeri che testimoniano una crescita costante sotto l’aspetto della concentrazione e della disciplina tattica.
Ecco perché, dopo il pareggio di Parma, Fabregas è apparso sereno in sala stampa. Quel punto, per molti considerato poco entusiasmante, come sottolineato anche dai colleghi de La Provincia, è stato invece letto dal tecnico come un risultato prezioso: un segnale di maturità, di una squadra capace di gestire le difficoltà e di non disunirsi. «Se non si riesce a vincere, meglio non perdere», ha spiegato con pragmatismo l’ex campione del mondo.
Oggi, i lariani sembrano aver trovato un equilibrio nuovo, che non rinnega le idee originarie del loro allenatore ma le completa. Fabregas, infatti, resta fedele al suo principio — “preferisco perdere ma non rinunciare alla mia idea di gioco” — ma ha saputo adattarlo alle esigenze di una Serie A più complessa, dove il controllo del ritmo e la cura dei dettagli fanno la differenza.
Il Como, con quattro pareggi in otto partite, ha dimostrato di poter tenere testa anche alle big, confermandosi una delle rivelazioni di questo avvio di stagione. E se la sconfitta di Bologna resta l’unico vero neo nel percorso recente, è altrettanto chiaro che la squadra ha imparato a trasformare le difficoltà in solidità.
Fabregas può sorridere: il suo Como è diventato una roccaforte difficile da espugnare, capace di difendere con ordine e di colpire al momento giusto. Un gruppo che, giornata dopo giornata, si consolida come una delle sorprese più concrete e affidabili del massimo campionato.



