Il Como travolge la Juve e scrive la storia: il Sinigaglia esplode di gioia

Un "pranzo" memorabile per i lariani: il 2-0 firmato Kempf e Nico Paz stende i bianconeri e lancia un messaggio forte al campionato

Stropicciarsi gli occhi non ĆØ mai stato cosƬ necessario. Quello che ĆØ successo al “Giuseppe Sinigaglia” resterĆ  a lungo nei ricordi dei tifosi del Como, protagonisti di un match all’ora di pranzo della domenica che rimarrĆ  storico perchĆ© culminato con la vittoria per 2-0 contro la Juventus. Un risultato che va ben oltre i tre punti: ĆØ un simbolo di riscatto, un grido liberatorio che ha scosso le fondamenta di una tifoseria che per anni ha sofferto nelle retrovie del calcio italiano come ribadiscono i colleghi de La Provincia nel loro odierno approfondimento.

Marc Olivier Kempf e Nico Paz sono stati gli autori della doppietta che ha mandato al tappeto i bianconeri. Il primo gol, arrivato nei minuti iniziali, ha infiammato uno stadio giĆ  carico di emozioni, mentre la rete di Paz nella ripresa ha suggellato una prestazione dominante, per nulla casuale, da parte degli uomini di FĆ bregas.

Eppure, la giornata era iniziata con una nota polemica. I tifosi lariani, per protesta contro la decisione della Lega di far disputare Como-Milan in Australia, hanno scelto di non cantare per i primi 15 minuti, esponendo due striscioni eloquenti: ā€œAustralia… lasa Perthā€ e ā€œL€ga italiana a gambe ap€rthā€ (nella foto, Ndr). Un dissenso chiaro, condiviso anche da una parte della tifoseria juventina, un dissenso giusto, si ci vogliamo esporre, perchĆ© il calcio italiano deve restare in Italia, perchĆ© il calcio appartiene alla gente e ai tifosi e quei tifosi che ieri hanno gioito sulle tribune e le curve del “Sinigaglia” avevano tutto il diritto di essere protagonisti anche a “San Siro” contro il Milan.

Superato il momento di contestazione, ĆØ stato il campo a prendersi la scena, con un Como aggressivo sin dal primo minuto. Dopo il gol di Kempf, i giocatori si sono diretti verso Marco Cassetti, collaboratore tecnico dello staff, segno evidente di un lavoro di preparazione meticoloso e condiviso. Un gesto simbolico che testimonia la coesione e la forza del gruppo.

Grandi nomi del calcio mondiale hanno assistito alla partita dalle tribune, tra cui Thierry Henry, RaphaĆ«l Varane, Fabio Capello, ArsĆØne Wenger e il CT della Nazionale, Rino Gattuso. In particolare, la presenza di Wenger ha emozionato Cesc Fabregas, che ha scherzato in conferenza: ā€œGli ho procurato io il biglietto. Avrei voluto essere in panchina per farmi vedere all’operaā€. Il tecnico catalano era infatti squalificato, ma ha partecipato ugualmente alla festa, entrando in campo a fine gara per i consueti “tre vamos”sotto la curva, ormai un rituale consolidato.

Gli ultimi venti minuti di gara sono stati tesissimi, con le panchine delle due squadre coinvolte in frequenti schermaglie verbali. Il nervosismo ĆØ salito, ma il Como non ha mai perso la testa. Nico Paz ha chiuso i conti, mandando in delirio un Sinigaglia pieno e carico di passione.

La Juventus, invece, ha lasciato il campo a capo chino, consapevole di essere stata superata sul piano tecnico, atletico ed emotivo. Una sconfitta che apre interrogativi per i bianconeri e che, al contempo, proietta il Como in una nuova dimensione. Non ĆØ solo la vittoria contro una big a impressionare, ma la maturitĆ  mostrata in campo, la coesione del gruppo e la luciditĆ  tattica.

Una gara che lancia un messaggio forte e chiaro che tutti si devono ficcare bene in testa: il Como di Fabregas non è più una sorpresa, ma è una solida realtà!

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