Un momento carico significato ha preceduto la sfida giocata allo stadio Sinigaglia venerdì scorso tra Como e nero azzurri: Piero Volpi, oggi responsabile medico dell’Inter, è tornato su quel terreno di gioco che l’aveva visto protagonista da calciatore, quasi mezzo secolo fa. L’immagine del dottor Volpi in campo, pochi minuti prima del fischio d’inizio, ha suscitato emozione tra i presenti, molti dei quali lo ricordano come uno dei volti simbolo della storica promozione del Como in Serie A nella stagione 1979-1980.
Volpi ha militato nel Como per due stagioni, vivendo da protagonista uno dei momenti più alti nella storia del club lariano. Il salto nella massima serie fu un traguardo epocale per la società, e il nome di Volpi resta legato indissolubilmente a quella impresa.
Ma il suo legame con il Como è segnato anche da un episodio particolare, rimasto nella memoria collettiva dei tifosi e degli appassionati di calcio. Nel suo debutto in Serie A, nella gara d’esordio del campionato 1980/81, il Como affrontò la Roma. Una partita storica non solo per la squadra lombarda, ma anche per l’intero calcio italiano: quella fu la prima partita in Serie A di Paulo Roberto Falcao, fuoriclasse brasiliano destinato a diventare una leggenda della Roma. In quell’occasione, Volpi fu autore di un autogol sfortunato e ormai entrato nella storia, che segnò il punteggio dell’incontro e rappresentò un battesimo amaro ma indelebile nella sua esperienza in massima serie.
La presenza di Piero Volpi allo stadio è stata un ponte tra passato e presente, tra una squadra che si riaffaccia con ambizione al calcio che conta e un ex calciatore che ha saputo trasformare la sua passione per lo sport in una brillante carriera nella medicina sportiva, fino a ricoprire un ruolo di primissimo piano nell’Inter.
Il Sinigaglia ha così accolto con affetto un uomo che ha fatto la storia del Como, tra momenti esaltanti e episodi simbolici, in un’ideale continuità che tiene viva la memoria di un calcio capace di emozionare anche decenni dopo.

