L’emergenza in cui si trova il Como non si deve solo al caso: Cesc ha forzato la mano in alcuni casi, venendo punito
Nel calcio, fortuna e sfortuna sono due concetti spesso usati a sproposito. Quasi ogni evento ha una causa ben precisa. E allora se il Como si trova oggi con sei infortunati, tre dei quali titolari, e con un intero reparto falcidiato (il centrocampo) la responsabilità non può essere certo dell’oroscopo.
Prendiamo per esempio Sergi Roberto. Giocatore forte ma fragile, lo dice la sua storia recente. Da maneggiare con cautela come il servizio di cristallo della nonna. Ebbene, lo spagnolo ha avuto un problemino fisico nella partita contro il Parma che l’ha costretto al cambio all’85’. Sei giorni dopo, un po’ a sorpresa, lo ritroviamo titolare a Torino. Il risultato lo sappiamo: sostituzione dopo 30′ e stop di un mesetto, sperando che tutto vada liscio.
Diversa ma non più di tanto la situazione di Van der Brempt. Lui il problemino l’ha avuto a Napoli, e ha passato la successiva sosta per le nazionali cercando di recuperare in tempo per il Parma. Pur essendo sostanzialmente guarito è stato in dubbio per giorni, sembrava dovesse partire dalla panchina per prudenza. Invece non solo è stato inserito nell’undici titolare, ma ha addirittura giocato 90′. E proprio al 90′ è arrivato l’infortunio che l’ha tenuto fuori quattro partite. Certo, non si è rifatto male nella stessa parte del corpo. Ma è altrettanto vero che non aveva avuto una settimana ideale in allenamento: tenerlo in campo tutta la partita è stato un azzardo.
Per quanto riguarda Perrone il discorso cambia e probabilmente qui Fabregas c’entra poco. Il ragazzo prende una botta alla coscia contro il Verona, lo staff medico tratta per diverse settimane il fastidio e tutto sembra sotto controllo. L’allenatore non lo risparmia, è vero, ma va detto che il giocatore pare non abbia saltato neanche un allenamento. Improvvisamente è arrivato il versamento di liquido nella coscia che l’ha costretto a un lungo stop. Non abbiamo le competenze né per ipotizzare responsabilità dello staff medico né per escluderle. Fatto sta che rivedremo il centrocampista scuola City nel 2025, il tutto per un problema che era già ben conosciuto.
In generale, arrivare a metà novembre con sei infortuni muscolari non può essere una casualità. Un po’ le scelte di mercato (il rinnovo di Baselli era un rischio e si sapeva), un po’ la preparazione estiva – e il tanto tempo speso in viaggi tra Sardegna, Mozzate, Marbella, Val d’Aosta e Austria – hanno senz’altro influito.



[…] nascente della panchina è prematuro tanto quanto andare a castagne a Ferragosto. Giusto ieri esprimevamo scetticismo sulla gestione degli acciacchi fisici e della preparazione precampionato. Più in generale, la promozione è arrivata all’ultimo respiro, anche grazie a Osian Roberts […]
Il problema infortuni non è solo una questione comasca; è una questione europea. All’estero saltano i crociati come niente, i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Como non può essere un eccezione. Sicuramente, a livello di preparazione fisica, qualcosa poteva andare meglio, certo è che non penso ci sia stato dell’azzardo a schierare i giocati menzionati nell’articolo. C’è uno staff medico che ha valutato l’integrità fisica prima.della convocazione. La teoria del cigno nero meglio.conosciuta come “senno di poi”, è uno sport nazionale molto diffuso, sopratutto per chi è sempre alla ricerca di un colpevole. Personalmente, non ci trovo niente… Leggi il resto »