“Il tempo è troppo breve per coloro che gioiscono”, scrive Henry Van Dyke. Forse aveva ragione, o forse no. Quanto tempo vi sembra sia passato dall’ultimo Juventus-Como? Sono 550 giorni, poco più di un anno e mezzo. Ma leggendo la nostra formazione,, direte certamente qualcosa tipo: “Sembra passata una vita!” Eppure è quello l’ultimo nostro precedente in casa dei bianconeri. Ci torniamo domani, in tutt’altra situazione.
Il 19 agosto 2024 Fabregas era ancora convinto che la coppia Cutrone-Belotti potesse funzionare e la propose dal 1′. Da Cunha era ancora un’ala, e un’incognita in Serie A: giocò a sinistra con Strefezza a destra. La linea mediana fa riflettere: Baselli-Braunoder. Ci presentammo anche senza terzini destri a causa della squalifica di Iovine, che in quel momento sembrava un dramma: adattammo Moreno nel ruolo, con Sala a sinistra e il tandem difensivo Goldaniga-Barba. In porta Pepe Reina. E pensare che iniziammo pure bene! Poi Baselli si fece male, Engelhardt subentrò giocando malissimo e la partita andò verso i binari juventini. Le altre carte dalla panchina di Fabregas furono Verdi, Cerri, Gabrielloni e Abildgaard. Rimasero in panchina Cassandro e Dossena, oltre ad Audero ritenuto ancora non pronto (pronto non lo diventò mai, alla fine).
Il confronto con oggi è impietoso. Siamo passati da Baselli-Braunoder a Perrone-Da Cunha, da Goldaniga-Barba a Ramon-Kempf/Carlos, da Belotti a Paz. In realtà già alla partita successiva arrivarono i rinforzi: Nico, Sergi Roberto, Perrone, Fadera e così via. Ma l’ultimo ricordo che abbiamo lasciato allo Stadium di Torino era quello lì. Finì 3-0 e qualcuno profetizzò un Como presto retrocesso in B. Sbagliando di grosso. 550 giorni dopo, quello contro la Vecchia Signora è uno scontro diretto per l’Europa.

