L’anteprima della mostra su Gigi Meroni: “Qui dentro ci si emoziona. Non è retorica

Al Museo della Seta, l’omaggio commovente alla Farfalla Granata restituisce a Gigi Meroni la dignità di un artista e campione.

La mostra dedicata a Gigi Meroni, inaugurata ieri al Museo della Seta, è un tributo che va oltre la semplice commemorazione. Come raccontano i colleghi de La Provincia, l’emozione che si respira tra le sue sale è palpabile e autentica: “Qui dentro ci si emoziona. Non è retorica“.

L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 27 gennaio, rende omaggio a un ragazzo comasco che, negli anni Sessanta, conquistò il cuore degli italiani con il suo talento e la sua personalità, prima di essere strappato alla vita da un tragico incidente stradale nel 1967, dopo una partita tra Torino e Sampdoria.

La commozione di un incontro inaspettato

Un particolare che ha arricchito l’inaugurazione della mostra è stato la presenza di uno degli uomini coinvolti nell’incidente che tolse la vita a Meroni: Attilio Romero sarebbe poi diventato presidente del Torino. La sua partecipazione, insieme ad altri esponenti del Calcio Como, del Torino e del Genoa, come Tarzan Annoni e Simone Braglia, ha aggiunto un significato ancora più profondo alla serata. A farne parte anche Maria, la sorella di Gigi, visibilmente emozionata. La commozione, però, non era legata solo a questo incontro, ma a una narrazione che finalmente ridava dignità alla figura di Meroni.

Restituire dignità alla figura di Meroni

La mostra al Museo della Seta di Como non è solo un ricordo, ma un modo per raccontare Gigi Meroni sotto una nuova luce. L’esposizione smantella gli stereotipi che spesso lo hanno visto solo come l’artista per hobby, l’estroso calciatore che dipingeva per passatempo. “Basta con la visione del calciatore che disegna per fare il fenomeno“, affermano gli organizzatori.

Il progetto restituisce a Meroni la dignità di un uomo che amava l’arte tanto quanto il calcio e che, fin da giovane, credeva nel suo talento di pittore. I suoi disegni fatti a 15-16 anni, mentre lavorava come apprendista nella ditta Ditex, sono un chiaro esempio della sua passione per il disegno, che lo accompagnò per tutta la sua carriera, anche durante le partite, quando tracciava arabeschi in campo con la sua tecnica unica.

Un talento riconosciuto anche nell’arte

Meroni non fu solo un calciatore, ma anche un artista a tutti gli effetti. La sua passione per la pittura era profonda, come dimostrato dal suo arazzo che venne esposto a una mostra importante ad Asti, accanto ai lavori di artisti come Sironi e Guttuso.

La curatrice Chiara Ghizzoni, che ha curato la mostra, ha sottolineato come Meroni avesse ambizioni artistiche autentiche: “Una mia mostra, magari tra dieci anni, perché adesso sarebbe solo la curiosità di un calciatore che dipinge. Invece, vorrei che i miei quadri fossero giudicati per quello che sono“. Un desiderio che ha trovato spazio in questa mostra, che finalmente celebra il suo talento a tutto tondo.

Il ricordo delle maglie e dei trofei

La mostra non si limita ai disegni di Meroni, ma include anche oggetti significativi della sua carriera calcistica. Tra le sue maglie, quelle del Torino, del Genoa e della Nazionale, ognuna con una specifica ricostruzione dell’occasione in cui furono utilizzate. Ci sono anche le sue scarpe da calcio, i giornali che lo celebravano, i dischi che amava ascoltare (tutt’altro che jazz, ma piuttosto cantautori italiani come De André, Endrigo e Tenco), e il trofeo come miglior giocatore del 1963 nel Genoa. Un particolare che ha colpito i visitatori è stato il libro “Gigi Meroni, il quinto Beatles”, dove l’ex calciatore appare in mezzo ai mitici membri dei Beatles, una rappresentazione che cattura la sua fama e la sua unicità.

Un omaggio che mancava

La mostra su Gigi Meroni è un gesto che la città di Como doveva a un suo figlio prodigio. Un omaggio che restituisce la giusta luce a una figura troppo spesso ricordata solo per la sua morte prematura, piuttosto che per i suoi numerosi talenti e per l’impronta che ha lasciato nel calcio italiano e nell’arte. “Ci voleva. Davvero“, ha dichiarato Graziano Brenna, presidente del Museo, introducendo l’esposizione. La città di Como, con questo gesto, ha finalmente riconosciuto il valore di un campione che, per troppo tempo, era stato visto solo sotto un’ottica superficiale.

L’importanza di ricordare

Con questa mostra, Gigi Meroni non è più solo il “calciatore estroso” o “l’artista per hobby”, ma un simbolo di passione, talento e coraggio. La sua memoria è ora celebrata in un luogo di grande valore culturale come il Museo della Seta, dove ogni oggetto e ogni quadro raccontano una parte di una vita straordinaria, interrotta troppo presto ma destinata a rimanere indelebile.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

L'ex calciatore ricorda la sua esperienza a Como e parla della sfida di domenica contro...
Seconda promozione di fila per l'ex tecnico (e giocatore) lariano, che ha vinto per dispersione...
Sorpresa a Cesena: esonerato Mignani, al suo posto arriva Ashley Cole. Tra lui e il...

Altre notizie