Gianluca Festa, ex allenatore e giocatore del Como, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport i primi momenti della carriera di Nicolò Barella, oggi pilastro dell’Inter e della Nazionale italiana. Festa ha ricordato l’approdo del centrocampista sardo in riva al Lario, sottolineando come già allora fossero evidenti le qualità che lo avrebbero portato ai vertici del calcio europeo.
“Ricordo un ragazzo con un’arroganza positiva, sicuro dei propri mezzi e molto intelligente”, ha spiegato l’ex tecnico, che aveva già avuto modo di conoscerlo ai tempi del Cagliari. “Correva da tutte le parti, sempre generoso e determinato”.
Festa ha rievocato anche il suo debutto in Serie A, avvenuto proprio sotto la sua guida nell’anno della retrocessione con il club sardo: “Gli regalai le prime partite in massima serie, e ho ancora il rimpianto di non essere arrivato prima”, ha confidato.
Qualche mese più tardi i due si rincontrarono per caso: “Lo rividi in aeroporto, io ero al Como e lui non trovava spazio a Cagliari. Gli chiesi di venire con noi: nel giro di una settimana era già al Sinigaglia”, ha ricordato Festa. Barella, appena ventenne, trovò subito continuità in Serie B: “Giocò quasi tutte le partite, si vedeva che aveva stoffa”.
Un passaggio cruciale nella crescita del centrocampista, che da quell’esperienza con il Como iniziò a costruire il percorso che lo ha portato a diventare uno dei migliori giocatori italiani della sua generazione.

