Interessante chiave di lettura offerta dall’edizione odierna de La Provincia. L’oggetto della riflessione è Nico Paz. La premessa di Nicola Nenci è che imbarcarsi in certi parallelismi è pericolosissimo. Però a giudicare dall’entusiasmo, dall’attenzione, dall’affetto che c’è intorno a questo ragazzo, ci si chiede chi nel passato è stato capace di fare altrimenti. Quindi non si parla del giocatore più forte di sempre che abbia vestito la nostra maglia, né del più amato, ma di quelli che col loro talento attiravano la gente allo stadio, che ad ogni giocata ricevevano gli “oooh” del pubblico. E allora si citano Gigi Meroni, Gianfranco Matteoli, Dirceu, Marco Tardelli, Marco Nicoletti, addirittura Nicolò Barella. E ancora Luca Cecconi, Vedin Music, Lulù Oliveira, Gianluca Zambrotta, ma anche un difensore come Pietro Vierchowod che comunque appassionava i lariani per il suo gioco dominante. Paz si sta inserendo a pieno titolo in questo elenco e la speranza è che diventi ancor più decisivo. Del resto il sale del calcio è anche avere quel giocatore che ti fa andare allo stadio con più gioia, più curiosità, più eccitazione. E Nico ha quel dono lì, indubbiamente.

