Marcello Ferrara: “Il Delfino Blu è diventato una seconda casa per i calciatori del Como”

Il proprietario del celebre ristorante racconta, intervistato dai colleghi de La Provincia, come il locale sia diventato un punto di riferimento per calciatori e allenatori del Como.

Il Delfino Blu di Como è più di un semplice ristorante. Da oltre vent’anni è un vero e proprio punto di riferimento per calciatori e allenatori del Como, ma anche per altri volti noti del calcio. Marcello Ferrara, proprietario del locale, racconta oggi con passione ai microfoni dei colleghi de La Provincia come questa storia sia nata quasi per caso, grazie alla connessione con la famiglia di suo figlio Luca, un ex portiere con un passato nelle giovanili di Milan e Inter.

Dalla passione per il calcio alla gestione del locale

Mi stavo perdendo nei ricordi“, sorride Marcello, “ma la storia del Delfino Blu è iniziata così. Luca, uno dei miei figli, ha giocato a calcio per diversi anni, anche nelle giovanili del Milan e dell’Inter. Alla fine ha scelto di restare qui, a Lazzate, e da quel momento ho cominciato a conoscere i genitori dei suoi compagni di squadra. Tra di loro c’era la famiglia Esposito, che aveva figli come Pio, Salvatore e Sebastiano, e un rapporto di amicizia si è creato“. Da quel momento, il locale ha iniziato ad accogliere diversi calciatori, e i legami si sono intensificati nel corso degli anni.

Incontri che diventano amicizie

La vera svolta è arrivata con l’incontro con Gigio Donnarumma, un altro giovane che aveva incrociato Luca al Milan. “Gigio è diventato come un figlio per me“, racconta Ferrara. “Con la famiglia di Donnarumma è nata una forte amicizia, e venivano a festeggiare anche compleanni qui. Ricordo una cena che organizzammo dopo un derby“.

Questo episodio segna uno dei tanti momenti in cui il Delfino Blu è diventato una seconda casa per i calciatori, un luogo dove rilassarsi lontano dai riflettori e dalla pressione del campo.

I calciatori che sono diventati di casa

Se dovessi fare un elenco di chi è passato di qua, non finirei più“, dice Ferrara con un sorriso. Tra i volti più noti che frequentavano il Delfino Blu ci sono stati personaggi come Stefano Borgonovo, che amava passare ore a pranzo tra risate e aneddoti. “Borgonovo ci inondava sempre con la sua allegria e il suo amore per il prosecco“, ricorda Ferrara.

Altri calciatori, come Cuoghi e Banchini, preferivano mangiare in taverna per non essere disturbati, mentre altri, come Gabrielloni, erano quasi di casa, essendo residenti a pochi passi dal locale.

Il legame speciale con Gabrielloni e gli altri giocatori

Gabrielloni era come un quarto figlio per me“, racconta Ferrara a La Provincia. “Abitava a cento metri dal Delfino Blu ed era sempre qui. Un episodio che ricordo con affetto è quando la squadra venne a festeggiare il suo primo gol in Serie A. Una serata incredibile, con Pepe Reina che si trasformò in un vero showman, cantando con la moglie come se fosse un cabarettista“.

Ferrara si commuove nel ricordare come Gabrielloni gli avesse raccontato del suo tifo per il Napoli, portandogli addirittura una maglia con dedica da parte di Reina.

Il Delfino Blu come museo del calcio

Nel corso degli anni, il Delfino Blu è diventato anche una sorta di “museo” del calcio. “Abbiamo chiamato la scala che porta in taverna la ‘Scala del Calcio‘, dove sono appese le maglie che ci hanno regalato tanti amici e calciatori“, racconta Ferrara con orgoglio. Tra questi, ci sono nomi come Vigorito, Iovine, Fietta, Zanetti e Antezza, che hanno lasciato il loro segno in modo tangibile, contribuendo a rendere il locale un luogo di memoria per il calcio.

Le feste indimenticabili e i momenti difficili

Il ristorante ha anche ospitato feste indimenticabili, come quelle del Natale del Como e quelle dedicate al settore giovanile. Ma ci sono anche momenti più tristi, come quando Rivetti, presidente del Como, si confidava con Ferrara riguardo alle difficoltà economiche e alle problematiche legate al club. “Mi aiutò a recuperare dei soldi da uno dei fallimenti del Como, un gesto che ricordo con gratitudine”, afferma Ferrara.

Un nome che ha segnato la storia

Il nome “Delfino Blu” è stato scelto quasi per caso. “Volevo chiamarlo semplicemente Delfino, ma c’era già un locale con questo nome, così ho aggiunto ‘Blu’ senza sapere che sarebbe stato il colore che avrebbe segnato la storia del locale“, racconta Ferrara. Un nome che, nel tempo, è diventato sinonimo di ospitalità, affetto e legami speciali con il mondo del calcio.

Una passione che non smette mai

Nonostante tutto, Marcello Ferrara rimane sempre un tifoso del Como. “Vado spesso allo stadio e sono rimasto entusiasta per la partita contro il Cosenza. Il Como è nel mio cuore“, conclude il proprietario del Delfino Blu, che ha visto il suo ristorante diventare un punto di riferimento per generazioni di calciatori e appassionati di calcio.

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3 mesi fa

AUGURI

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3 mesi fa

Marcello e Vincenzo…… Grandi ristoratori

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3 mesi fa

Grandi marcello e il figlio Vincenzo

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3 mesi fa

Perché si mangia bene .
Compilmenti alla famiglia Ferrara

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