Morata, il retroscena di Bozzo: “La volontà di Alvaro e la prima recompra della storia per portarlo a Torino”

L’agente rivela i dettagli del primo approdo in bianconero dell’attaccante spagnolo, oggi al Como: rapporti di fiducia, intuizione e un talento che conquistò tutti.

Alla vigilia della sfida tra Como e Juventus, in programma domani alle 12:30 allo stadio “Sinigaglia”, torna alla ribalta la figura di Álvaro Morata, ex bianconero e oggi punto di riferimento offensivo della formazione lariana. A svelare i retroscena della sua prima esperienza alla Juve è stato l’agente Beppe Bozzo, intervistato da Tuttosport, che ha raccontato come la trattativa per portare lo spagnolo in Italia fosse tutt’altro che scontata.

«Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Juanma Lopez, il suo procuratore – ha spiegato Bozzo –. Lo considero come un familiare, e questo spiega molto del mio legame con Morata. Juanma mi parlava spesso di lui, allora un giovane promettente, ma ancora lontano dai riflettori. Quando ho iniziato a seguirlo, è stato facile innamorarsi del suo modo di giocare e della sua personalità. È un ragazzo di grandi valori, cresciuto con principi solidi grazie anche al padre, Alfonso, una figura che ha avuto un’influenza profonda sulla sua formazione».

Bozzo ha ricordato come la scelta della Juventus sia stata frutto di una valutazione precisa: «In quel momento storico, sapevamo che la Juve era il posto ideale per farlo crescere. Il club aveva bisogno di un attaccante giovane, di prospettiva, e Alvaro aveva tutte le caratteristiche per emergere. Siamo andati a colpo sicuro, e infatti la sua crescita fu esponenziale».

Tuttavia, l’operazione non fu semplice da portare a termine. «La Juve era interessata, ma per noi era una missione quasi impossibile», ha confessato Bozzo. «Morata aveva appena vinto la Champions League con il Real Madrid, e convincere i Blancos a cederlo non era affatto facile. Florentino Pérez stravedeva per lui, lo considerava un talento destinato a fare la storia del club».

A fare la differenza, secondo l’agente, fu proprio la determinazione di Morata: «È stato Alvaro a credere per primo nel progetto. La sua volontà è stata decisiva: voleva una nuova sfida, un ambiente dove potesse sentirsi importante. E Torino si è rivelata la scelta perfetta».

In quell’occasione venne varata un’operazione che fino a quel tempo non si era praticamente mai vista e che invece ora è molto usata come sanno bene in riva al Lario, stiamo parlando ovviamente della “Clausola de Recompra” che Bozzo spiega così: “Undici anni fa era una frontiera inedita. Senza quella clausola non avremmo mai potuto portarlo a Torino. Fu un’operazione innovativa, di cui beneficiarono tutti: la Juve si godette il giocatore per due anni e poi incassò quando il Real tornò a prenderlo. Da lì in poi, molte società hanno seguito quell’esempio: basti pensare al Como con Nico Paz e Jacobo Ramòn”.

Oggi, dopo la complessa trattativa estiva che ha coinvolto Como, Milan e Galatasaray, Morata è tornato in Italia per una nuova avventura in Serie A, questa volta da protagonista assoluto in un progetto ambizioso ma sostenibile. Domani affronterà la sua ex squadra, quella che più di ogni altra ha segnato la sua carriera, in una sfida dal forte valore emotivo.

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