Le immagini di Como-Juventus sono ancora fresche nella nostra mente. Domenica a prendersi la copertina sono stati Kempf, Perrone, Smolcic e il solito Nico Paz. Ma la prestazione di Alvaro Morata non va assolutamente sottovalutata (fa anche rima). Palloni protetti, contrasti, passaggi precisi (16 su 19 nella metĆ campo avversaria: tanta roba), un buon tiro: cosƬ bene non l’abbiamo mai visto, in stagione. Ci ĆØ piaciuto soprattutto lo spirito.
Ovviamente ĆØ stato caricato dall’avversario prestigioso e aiutato dalla giornata superpositiva dei 10 compagni attorno a lui. Però la partita di domenica ĆØ stata come un potente vento capace di liberare buona parte del cielo dalle nubi. Anche i tifosi hanno capito che, sƬ, Alvaro può dare tanto a questa squadra. Fabregas l’ha coccolato, sia lasciandolo giustamente in campo fino al 90′ – una ventina di minuti anche insieme a Douvikas – sia elogiandolo nel postpartita.
“L’attaccante ĆØ giudicato per i gol che fa, ma non da me. Ha fatto la partita perfetta per quello che io gli chiedo. Deve fare gol più per sĆ© stesso che non per quello che gli chiedo io. Oggi ha dimostrato perchĆ© ĆØ qui”. (Cesc Fabregas dopo Como-Juventus)
Oggi Morata compie 33 anni. Con fiducia. A Parma l’atmosfera sarĆ diversa: niente lustrini, niente avversario da Champions. Essere sul pezzo sarĆ più difficile. Ma dopo la prima prestazione convincente della stagione, perchĆ© fermarsi?

