Negli anni ’80, un episodio curioso legato alla superstizione segnò la storia del calcio argentino. Kiricocho, un tifoso appassionato dellāEstudiantes, la squadra guidata allora da Carlos Bilardo, divenne famoso per un’incredibile “maledizione“. Ogni volta che assisteva agli allenamenti, i giocatori della squadra subivano infortuni. Bilardo, uomo particolarmente sensibile alla scaramanzia, decise di trovare un modo per sfruttare questo fenomeno a suo favore. La soluzione fu semplice: Kiricocho doveva seguire le squadre rivali, trasformando la sua “malasorte” in un’arma contro gli avversari.
La nascita della superstizione
Il risultato di questa strana strategia fu straordinario: lāEstudiantes vinse il campionato Metropolitano nel 1982, con una sola sconfitta durante tutta la stagione. Ma quella sconfitta arrivò in una partita in cui Kiricocho non riuscƬ a essere presente dietro la porta degli avversari di turno. Da quel momento, la “maledizione di Kiricocho” divenne una vera e propria superstizione, utilizzata in Sudamerica come rito per portare sfortuna agli avversari, soprattutto prima dei rigori. Il nome di Kiricocho cominciò a essere invocato per cercare di causare errori nelle situazioni più delicate.
La superstizione che varca i confini
Nel corso degli anni ’80 e oltre, il “rito di Kiricocho” divenne sempre più celebre, non solo in Argentina, ma in tutto il mondo del calcio. La sua fama crebbe quando giocatori di calibro internazionale, come Giorgio Chiellini, lo utilizzarono per disturbare gli avversari. Un esempio celebre fu durante la finale di Euro 2020, quando proprio Chiellini urlò “Kiricocho” prima del rigore parato da Donnarumma a Bukayo Saka.
Anche in occasione della finale del Mondiale 2010, Joan Capdevila lo invocò prima del rigore fallito da Arjen Robben. Questo fenomeno divenne così diffuso da trasformarsi in un rituale scaramantico riconosciuto a livello globale.
Il misterioso urlo durante il rigore di Nico Paz
E cosa cāentra tutto ciò con il Como? In Como-Atalanta, durante il rigore battuto da Nico Paz, ĆØ stato udito un urlo distintivo proveniente dalla zona delle panchine. Il “Kiricocho!” risuonava chiaramente da bordo campo, come testimoniato dalle riprese video.
Questo urlo ha suscitato curiositĆ , tanto che i colleghi del giornale La Provincia hanno evidenziato l’incidente, sottolineando come la superstizione continui a permeare le situazioni decisive. Chi abbia pronunciato il famoso anatema rimane un mistero: forse un membro della panchina dell’Atalanta o un giocatore stesso, ma quel che ĆØ certo ĆØ che lāeffetto ĆØ stato evidente: Nico Paz si ĆØ visto neutralizzare il proprio calcio di rigore dall’ottimo Carnesecchi.
La reazione di Carnesecchi e l’ironia del momento
Oltre al curioso “Kiricocho“, un altro momento interessante ĆØ stato registrato durante il match. In un’altra parte dell’audio, si sente il portiere dellāAtalanta, Marco Carnesecchi, urlare in maniera provocatoria: “Ho due palle cosƬ!“, con evidente spirito di sfida.
Poco dopo la partita però lo stesso Carnesecchi si ĆØ fatto sentire nuovamente, questa volta con un incoraggiamento diretto a Nico Paz, dimostrando che, alla fine, nel calcio cāĆØ sempre spazio per il fair play, nonostante le superstizioni e i momenti tesi sul terreno di gioco.

