In un avvio di stagione caratterizzato da alti e bassi, il Parma sta costruendo le proprie certezze partendo dalla difesa. Dopo le prime giornate di Serie A, i ducali vantano uno dei pacchetti arretrati più solidi del campionato, con appena sette reti subite, un dato che colloca la squadra tra le migliori in termini di rendimento difensivo.
Gran parte del merito va attribuito al portiere giapponese Zion Suzuki, autentica rivelazione di questo avvio. L’estremo difensore classe 2002, già numero uno della nazionale nipponica, si è distinto per reattività, personalità e senso della posizione, attirando l’interesse di grandi club europei come Milan, Chelsea e Bayern Monaco. La sua crescita è diventata uno dei punti fermi del progetto tecnico di Carlos Cuesta, che sta puntando su compattezza e disciplina per mantenere la squadra competitiva.
Tuttavia, l’altra faccia della medaglia è un attacco ancora sterile: solo tre gol segnati, tutti allo stadio “Ennio Tardini”, e una produzione offensiva che fatica a decollare. L’unico successo stagionale è arrivato proprio davanti al pubblico di casa, con il 2-1 al Torino di Marco Baroni, due giornate fa, risultato che ha dato un po’ di ossigeno, ma non ha cancellato le difficoltà nella costruzione del gioco offensivo.
Sul fronte degli indisponibili, Cuesta deve fare i conti con una lista non breve: quattro assenze certe, tra cui lo squalificato Ndiaye, il centrocampista Oristanio fermato da un problema muscolare e i lungodegenti Frigan e Ondreijka. In difesa, per sostituire Ndiaye, si candida Lautaro Valenti, mentre sulla corsia di destra resta aperto il ballottaggio tra Almqvist, attualmente favorito, e Cremaschi.
In avanti, invece, il tecnico gialloblù non ha dubbi: Patrick Cutrone sarà il partner di Mateo Pellegrino (nella foto, Ndr), attaccante dalle spiccate doti aeree, su cui il Parma conta per sbloccare la partita sui calci piazzati. Cutrone, attesissimo ex di turno (LEGGI QUI), rappresenta uno dei principali riferimenti per una squadra che ha urgente bisogno di ritrovare il gol e la fiducia.
Cuesta, il più giovane allenatore della Serie A battendo proprio il lariano e connazionale Césc Fàbregas in questa speciale classifica, sta cercando di bilanciare la solidità difensiva con una maggiore incisività in avanti, consapevole che il salto di qualità passerà necessariamente dalla capacità di sfruttare meglio le occasioni create.

