Giampaolo Pazzini guarda alla nuova stagione di Serie A con uno sguardo da ex bomber e analista lucido. Intervenuto ai microfoni di Radio Serie A con RDS, l’ex centravanti ha offerto la sua lettura del campionato in arrivo, soffermandosi su alcune squadre che, a suo parere, meritano attenzione. Una su tutte: il Como.
“Come possibile sorpresa direi il Como, ma ormai non si può più definirlo tale”, ha dichiarato Pazzini, riflettendo su quanto la squadra lariana abbia compiuto un salto di qualità evidente, grazie a una campagna acquisti ambiziosa. L’ex attaccante ha sottolineato come, tra nuovi innesti e conferme, il Como disponga ormai di una rosa costruita su misura per il gioco di Cesc Fabregas. Un progetto tecnico che, secondo lui, non può più essere considerato una rivelazione.
Il Como ha messo a segno operazioni importanti sul mercato, investendo cifre rilevanti e puntando su profili internazionali per consolidarsi in Serie A. La squadra non è più un’incognita, ma un progetto strutturato, con un’identità di gioco chiara e sostenuto da una delle proprietà più solide economicamente del panorama europeo.
Pazzini ha poi spostato l’attenzione su altre realtà interessanti della prossima Serie A. In particolare, ha elogiato il Torino, ritenendo che il club granata abbia effettuato acquisti intelligenti, utili a migliorare la rosa in maniera concreta.
Tra le squadre più “intriganti”, l’ex attaccante ha citato anche la Fiorentina e la Roma. Curiosamente, attribuisce a Stefano Pioli la guida dei viola e a Gian Piero Gasperini quella dei giallorossi – un evidente lapsus che però non toglie valore al discorso generale. Le due squadre, secondo Pazzini, si presentano ai nastri di partenza con progetti tecnici capaci di sorprendere, per motivi diversi: continuità e rinnovamento, ambizione e identità tattica.
Riguardo alla parte alta della classifica, Pazzini ha parlato di un torneo più competitivo rispetto al passato recente. Se nella scorsa stagione il numero delle pretendenti era ridotto, quest’anno la corsa appare più aperta. Tuttavia, l’assenza di Romelu Lukaku rappresenta un fattore non trascurabile. Il belga, ancora alle prese con problemi fisici, salterà l’inizio del campionato, e secondo Pazzini“fermarsi così a pochi giorni dall’inizio è devastante”, soprattutto per un atleta con una struttura muscolare come la sua.
Il giudizio dell’ex centravanti conferma, quindi, la percezione condivisa da molti osservatori: il Como non è più un underdog, ma una squadra che si presenta con aspettative elevate. La differenza sta nella visione a lungo termine del progetto, nelle risorse investite e nella qualità del lavoro sul campo.




