Cosa rende l’Inter così temibile? Quali sono i suoi punti di forza? La domanda non è scontata quando si parla di una squadra del genere, talmente d’alto livello che potrebbe indurci a non approfondire più di tanto le sue caratteristiche.
Innanzitutto ciò che spicca dell’Inter è l’esperienza. Le statistiche la certificano come la rosa dall’età media più alta della Serie A e guardando le partite spesso traspare una grande mentalità vincente. Anche nelle partite più complesse l’Inter sembra sapere sempre cosa fare e ha spesso la pazienza di attendere il momento giusto per fare male. Un altro punto di forza è l’amalgama: le recenti sessioni di mercato non hanno stravolto la rosa, che quindi è rodata. Ad ogni modo quest’anno Inzaghi di cambiamenti nello spartito tattico ne ha fatti: Thuram e Lautaro, per esempio, si sono praticamente invertiti i ruoli con l’argentino attaccante di raccordo e il francese centravanti da gol. Impressiona poi l‘intercambiabilità dei giocatori: non è raro vedere difensori che si sganciano e finiscono in posizione avanzata, mentre magari puoi trovare le due punte a centrocampo o Calhanoglu ultimo uomo. Anche gli esterni agiscono spesso e volentieri da attaccanti aggiunti, come si può vedere dalla heat map di Dimarco qui sotto, targata Sofascore.

Una manovra offensiva così curata e elaborata permette all’Inter di essere la squadra che segna di più in A, col fiore all’occhiello della capacità realizzativa, ottima in proporzione alle occasioni create. E’ anche tra le squadre che crossano di più, ed è questo uno dei modi più efficaci in cui crea occasioni.
E poi c’è il fattore campo. Dal 28 settembre 2023 ad oggi (sono più o meno 450 giorni) l’Inter ha perso una sola volta davanti al pubblico amico, ed è accaduto in una partita solo parzialmente “casalinga”, cioè il derby contro il Milan. La bolgia nerazzurra è un grande alleato per Lautaro e compagni.
Ovviamente essendo una squadra composta di uomini fatti di polvere, anche loro hanno qualche punto debole. Gli acciacchi costringeranno Inzaghi a schierare una retroguardia inedita con Bastoni centrale, oppure a mettere in campo uno o due giocatori in condizioni di forma non perfette. E dietro l’Inter qualcosa ha concesso, soprattutto a inizio stagione. E poi l’incognita-Barella: sta meglio e ancora non sappiamo se partirà dal 1° o se si percorrerà la strada della prudenza. Ma i nerazzurri hanno giocato tre partite senza di lui in A ottenendo un pareggio e due vittorie sofferte per 3-2, segno che il centrocampista ex Cagliari e Como è senz’altro importante nell’economia della squadra.

